oggettività

La settimana scorsa, al nostro incontro, ancora online, di facciamo pace, laboratorio di inmunosuficienza psicologica, abbiamo parlato, dei concetti di oggettività e soggettivita e dei problemi che possiamo avere se li confondiamo, giacchè nascondono due trappole in cui rischiamo di finire senza renderci conto.

La prima è la ricerca ossessiva di una soggettività assoluta che non è altro che uno di quei concetti ideali, utopici e irraggiungibili, che non fanno altro che bloccarci o indebolirci e che ci portano spesso fuori strada.

Le seconda è che, soprattutto in questo momento di superbia in cui molti pensano di possedere l’unica verità, decidono che la propria soggettività è oggettività, non ascoltano niente che sia diverso e possono finire molto male. Prima perchè finiscono per sentirsi molto soli, più si accorgono che ognuno la pensa in un modo diverso. Ma, soprattutto perchè finiscono per pretendere di convincere gli altri e fanno gli educatori più fastidiosi.

La buona notizia è che, adesso che sappiamo come funziona, in ogni momento possiamo essere sicuri che non stiamo vedendo la realtà per com’è perchè siamo come il rinoceronte che vede tutto dietro al suo corno, che nasconde una parte del paessaggio. Il nostro corno è fatto dalle nostre credenze, dai nostri ricordi, dalle nostre idee e daille nostre aspettative.

Il mio invito possitivo di oggi è proprio a comprendere che ognuno di noi ha il proprio corno, perciò basta metterci a confronto, chiedere a qualcun’altro per vedere quello che non vediamo.

L’idea è allenarci a conversare, a dialogare, solo per collezionare dei pezzi del puzzle, per allagare il nostro campo di visione, per tenere in considerazione più aspetti e così diventare più forti… e non per cercare di convincere l’altro della nostra versione della realtà. Che ne dite? Vi va?

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