viaggiare nell’immaginazione

La settimana scorsa abbiamo parlato della terapia narrativa come un modo di viaggiare nel tempo ma, forse sarebbe più accurato ancora parlare di questi esercizi come di viaggi nella nostra immaginazione.

Tutti sappiamo cos’è l’immaginazione ma viviamo in un mondo in cui è assolutamente sottovalutata. Fin da bambini ci dicono, alla grande maggioranza di noi, di non usarla che è “brutta”. Meglio la logica, meglio la razionalità, meglio imparare che inventare.

Questo è uno dei messaggi più deleteri che abbiamo ricevuto e interiorizzato, perchè è come se ci avessero tagliato una gamba e da allora non possiamo più camminare con i due piedi.

Ma non solo, siccome immaginare è qualcosa che la nostra mente fa in automatico, ci hanno anche detto cosa dovremmo immaginare, come ci dicono cosa dovremmo desiderare, volere, costruire…

La buona notizia è che la gamba non è tagliata, è solo stata legata ed è addormentata perchè la usiamo poco. Ma è sempre lì, e, se riusciamo a riprenderci il controllo è in grado di cambiare la nostra vita. Sia di farci vedere cosa abbiamo dentro che per cambiarlo.

Il mio invito possitivo di oggi è a partecipare ai nostri incontri, e a imparare ad esercitare la nostra immaginazione, per capire cosa abbiamo dentro di noi, i piccoli dettagli, quello che abbiamo accumulato e quello che siamo venuti a fare, perchè lì c’è tutto quel che ci serve per essere felici, quel che dobbiamo tenere e quel che dobbiamo lasciare andare. Che ne dite? Proviamo? Vi va?

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Una risposta non merita mai un inchino: per quanto intelligente e giusta ci possa sembrare, non dobbiamo mai inchinarci a una risposta.

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