viaggiare nel tempo

La prossima settimana faremo una piccola pausa per le feste e non ci sarà il nostro incontro di facciamo pace, laboratorio di inmunosuficienza psicologica, nemmeno online ma ho pensato di parlarvi un po’ di più di questa tecnica con cui stiamo giocando negli ultimi mesi, la terapia narrativa.

I miei primi pensieri, quando ho sentito parlare per la prima volta di terapia narrativa sono stati molto negativi, da una parte tipo “non voglio essere terapeuta, voglio solo aiutare le persone a stare un po’ meglio” e dall’altra “la gente con cui mi piace lavorare non ha bisogno di terapia, per quello ci sono altri professionisti”.

Poi ho capito meglio di cosa si trattava e, anche se non ho ancora trovato un nome definitivo, spesso parlo di viaggi nel tempo perchè andiamo a vedere i nostri ricordi. Forse sarebbe ancora più giusto “viaggi nell’immaginazione”. Perchè i ricordi sono solo parte di quello che andiamo a scoprire, a indagare, a ricercare… quando facciamo esercizi di terapia narrativa.

Da allora ho fatto il corso e continuo a studiare e praticare perchè mi è sembrata la tecnica più semplice per andare a capire cosa c’è in quel computer gigante che chiamiamo inconscio. Usando qualcosa che tutti abbiamo anche se non siamo tanto abituati ad usare, la nostra immaginazione.

Il mio invito possitivo di oggi è a partecipare ai nostri incontri, e a imparare ad ascoltare le voci nella nostra testa, senza giudicarle, per capire cosa abbiamo accumulato dentro di noi, cosa abbiamo scelto di credere, di pensare, di dare per buono o per scontato, per poter decidere se continuare a mantenerle o cambiarle. Che ne dite? Proviamo? Vi va?

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