voglia di Natale

La settimana prossima, al nostro incontro online di facciamo pace, laboratorio di inmunosuficienza psicologica, parleremo del Natale, di cosa significa, per ognuno di noi, perchè in fondo, nei nostri incontri, la cosa più importante è scoprire quello che abbiamo dentro e normalmente non vediamo.

Il Natale è un momento molto particolare, di quelli che ognuno vive in un modo diverso e nessuno capisce del tutto come lo vivono gli altri. Ci sono quelli che lo odiano, quelli che lo amano, e pochissimi a cui è del tutto indifferente.

 Io sono una di quelli che lo adorano, adoro il Natale perchè per me è un momento di gioia, di condivisione, di rifflessione sull’amore che ci circonda, poi ci sono anche i regali, che faccio pochi, pensandoli molto bene perchè per me sono proprio quello, dei pensieri, e normalmente sono riciclati perchè ho tante cose di cui non ho più bisogno e che potrebbero essere adatte ad altri.

Il mio fidanzato dice che è una festa per i bambini, infatti, per me è la festa dei bambini che abbiamo dentro. Bambini veri, di quelli che non sono stati ancora contaggiati dai doveri e dai finti bisogni dei grandi. All’incontro rifletteremo su cosa è il Natale per ognuno di Noi e faremo un piccolo esercizio di terapia narrativa dedicato al Natale, al suo vero significato profondo, ai regali e ai possibili atteggiamenti con cui si può affrontare.

Il mio invito possitivo di oggi è a partecipare ai nostri incontri, e a reclamare un Natale come piace a noi, a diffenderlo dalla pubblicità, dalle aspettative e da tutti i messaggi di tutti quelli che vogliono dirci cosa dobbiamo comprare, come dobbiamo vestirci e cosa possiamo o non possiamo festeggiare. Che ne dite? Proviamo? Vi va?

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Pensa agli altri, ci dice la società. Ama il prossimo tuo, esorta la Chiesa. A quanto pare, nessuno si ricorda mai del "come te stesso". Se è vero che vuoi conseguire la felicità nel presente, proprio questo, invece, dovrai imparare a fare: amare te stesso.

Dr. Wayne W. DyerDr. Wayne W. DyerLe tue zone erronee

 

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Ieri, durante la cena, mi sono riferita a una persona come ad uno dei miei “maestri” e mia figlia mi ha detto qualcosa tipo “non credo che tu possa imparare molto da certe persone, non vorrei che diventassi come loro”. Il commento mi ha fatto sorridere e mi ha ispirato questo post su cosa intendo con la parola maestro.