sedie a rotelle

A ll’incontro di facciamo pace, laboratorio di inmunosuficienza psicologica della settimana scorsa, parlando di squadre e di come per fare una squadra ci sia bisogno di persone diverse, per fare cose diverse, con diverse capacità e con i modi diversi di fare le cose, di pensare e di essere.

Avete presente la frase attribuita a Albert Einstein, <<Ognuno è un genio, ma se si giudica un pesce dalla sua capacità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà l’intera vita a credersi stupido>>.

Spesso ci troviamo ad aspettarci dalle persone delle cose che non ci danno e ci hanno insegnato a pensare che non lo fanno perchè non vogliono, perciò poche volte ci rendiamo conto che in realtà non possono.

 Siccome non è facilissimo da vedere, da anni uso come metafora la sedia a rotelle, perchè così come una persona con la sedia a rotelle non possa salire le scale, una persona poco empatica non può capire le emozioni degli altri e una persona molto egoista non riesce a mettere gli altri al primo posto. Hanno delle sedie a rotelle che non si vedono, ma che limitano le loro possibilità di scelta, ed è da queste scelte che possiamo vederle, dalle loro azioni.

 Anche Ezio Bosio l’aveva intuito quano diceva di essere <<un uomo con una disabilità evidente in mezzo a tanti uomini con disabilità che non si vedono>> 

Le buone notizie sono principalmente tre: che possiamo decidere chi fare entrare nella nostra squadra e in quale ruolo, e lasciare fuori dalla nostra squadra quelle persone con cui non riusciamo a collaborare; che possiamo anche decidere in quali squadre vogliamo entrare e con quali ruoli, e non dobbiamo accettare le prime proposte che troviamo, se non sono giuste per noi, se vogliono qualcosa di diverso di quello che siamo e di quello che vorremmo diventare; ma soprattutto, che possiamo appartenere a diverse squadre, per i diversi obbiettivi che abbiamo nella vita, visto che possiamo volere diverse cose in diversi ambiti.

Il mio invito possitivo di oggi è proprio a partecipare ai nostri eventi, e a non dare mai per scontata la cattiveria, la malizia, il fatto che possano scegliere a freddo. Che ne dite? Vi va?

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Pensa agli altri, ci dice la società. Ama il prossimo tuo, esorta la Chiesa. A quanto pare, nessuno si ricorda mai del "come te stesso". Se è vero che vuoi conseguire la felicità nel presente, proprio questo, invece, dovrai imparare a fare: amare te stesso.

Dr. Wayne W. DyerDr. Wayne W. DyerLe tue zone erronee

 

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