soddisfazione

Ieri sera, al nostro incontro online di facciamo pace, laboratorio di inmunosuficienza psicologica, come promesso, abbiamo ripreso la nostra ruota della bestia e abbiamo parlato di quanto sia, per molti di noi, strano pensare a cosa sia importante per noi, a cosa ci dia delle soddisfazioni.

Abbiamo parlato di come siamo stati educati per essere ubbidienti e non pensare e per temere i cambiamenti e le novità, da persone che lo avevano imparato da piccoli e che non si sono mai fermati a pensare  se era la cosa giusta da tramandare.

Ci sono frasi come “chi lascia la strada vecchia per quella nuova, sa cosa lascia ma non sa cosa trova“, che abbiamo sentito così tante volte che ci sono entrate fino nel profondo del nostro cuore, anche se non eravamo d’accordo.

Frasi che avevano un senso tempo fa ma non ce l’hanno più, perchè il mondo è cambiato e continua a cambiare. Le sicurezze che avevano in cambio della loro ubbidienza i nostri avi non ci sono più.

La buona notizia è che ci sono altre opzioni, che oggi possiamo fare di testa nostra e può funzionare. Ma dobbiamo imparare cose nuove come: osservare, responsabilizzarci, aggire di testa propria. Credere in noi stessi e in quello che abbiamo dentro.

Il mio invito possitivo di oggi è a partecipare ai nostri incontri, e a rimanere sempre attenti alla nostra soddisfazione, sederci un’attimo ogni tanto per chiederci cosa vogliamo e, soprattutto, a non insistere nelle situazioni in cui non stiamo bene, in cui aspettiamo che cambi la situazione, l’altra persona, perchè rimanere vuol dire diventare dei complici. Che ne dite? Proviamo? Vi va?

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Da qualche parte tra questo pianeta e la luna, il basso si trasforma in alto e l’alto in basso.

Jostein GaarderJostein GaarderC'è nessuno?

 

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