rinunciare

11 Nov 20

La settimana prossima, all’incontro di facciamo pace, laboratorio di inmunosuficienza psicologica, ancora una volta online, il tema sarà la rinuncia, perchè spesso il maggiore ostacolo alla nostra crescita sono delle credenze a cui non vogliamo rinunciare.

Vedremo che la maggior parte dei nostri problemi si creano per via del modo in cui abbiamo imparato a gestire la distanza tra quel che crediamo e quel che vediamo nella realtà. Ne abbiamo già parlato, tempo fa, del fatto che ci hanno insegnato a credere che i paradossi si risolvono lottando contro la realtà, quando è più semplice cambiare le credenze non realistiche.

In questo periodo in cui il mondo sta girando molto velocemente e in un modo diverso di quello che la maggior parte delle persone avrebbe immaginato, oltre alla crisi abbiamo l’opportunità di scoprire le catene che ci tengono legati al passato e di tagliarle.

Alcune delle credenze con cui siamo cresciuti fino al giorno d’oggi, si stanno dimostrando non adeguate a leggere la realtà di questi ultimi mesi, in cui quel che ci circonda sta cambiando velocemente. Da un certo punto di vista è terribile, ma dall’altro ci offre la possibilità di diventare molto più grandi delle nostre circostanze, più consapevoli e capaci di pensare oltre.

Un po’ come i serpenti che fanno balzi di crescita e abbandonano la loro pelle rimasta piccola e poi fanno crescere una nuova adatta alla nuova dimensione. La nostra mente può fare una cosa simile in ogni momento della nostra vita, in ogni crisi, e questa è una crisi in cui ci troviamo un po’ tutti. Possiamo tagliarci dei pezzettini di carne per rientrare nella pelle vecchia o osare toglierci la pelle per crearne una nuova.

Il mio invito possitivo di oggi è a partecipare ai nostri incontri, e a cercare sempre di capire quale credenza ci impedisca di fare quel che vorremmo fare o anche semplicemente di essere felici. Che ne dite? Proviamo? Vi va?

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Ma cosa facciamo, in genere, quando abbiamo un sentimento negativo? "È colpa sua. Deve cambiare". No! Il mondo è a posto. Chi deve cambiare siete voi.

 

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