paradossi

I paradossi, secondo wikipedia,  sono fatti che contraddicono l’opinione comune o l’esperienza quotidiana, la logica, la razionalità, che porta a una contraddizione, a qualcosa che non riusciamo a comprendere, o a capire, che ci mette in difficoltà.

 Quando incontriamo un paradosso, la tendenza più comune è quella di ignorarlo. A volte ignoriamo la parte di informazione che contraddice il resto. Per esempio, se ci dicono che Gandhi era tormentato dal sesso e che obbligava la sua nipote a dormire nuda con lui per allenare la resistenza. È facile che ignoriamo questo aspetto (o persino lo diamo per falso) e continuiamo a pensare a lui solo nei suoi aspetti più noti e ammirabili.

Altre volte ignoriamo l’intera facenda, decidiamo che l’argomento in cui si è presentata la contraddizione non ci interessa più. Per esempio, quando stiamo parlando di un argomento nuovo, come l’omeopatia o altre medicine alternative e, ad un certo punto, troviamo qualche concetto che va completamente cotro tutto il resto di quello su cui è basata la nostra medicina tradizionale occidentale. La reazione più diffusa è cancellare tutta la nuova medicina per quell’unico aspetto.

Il fatto è che questi paradossi sono porte che si potrebbero aprire verso una conoscenza, una sapienza, più estesa, capace di contenere sia il precedente che il nuovo. Come quando, all’inizio, ci sembra impossibile memorizzare dei concetti (come la matematica) o delle tecniche (come guidare la macchina) che. crescendo e allenandoci, diventano semplici e automatiche.

Il paradosso mette in evidenza la non assolutezza, la limitazione, del pensiero anteriore, la sua ostinazione. Coloro che riescono a superare questa ostinazione hanno più risorse di coloro che arrettrano, e perciò diventano più forti. Proviamo? Vi va?

Cosa pensate? Siete d’accordo con questa riflessione? Aspetto i vostri commenti… 

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