per sicurezza

Due settimane fa abbiamo parlato del fatto che viviamo in un mondo che è governato dal culto del “facile“. Oggi, con tutto il sistema che ci dice di non andare nel panico ma di tenerci alla larga da tutti, voglio parlare del culto della sicurezza, che ci rende paradossalmente, sempre più insicuri.

Si, alla fine parlerò anche io di coronavirus, dei danni che sta causando il modo in cui stanno gestendo l’emergenza e le parole usate per descriverla.

Tutto è iniziato con delle notizie allarmanti dalla Cina, in cui stava morendo “molta gente” per una malattia nuova molto contagiosa. L’hanno definita epidemia e hanno parlato di rischio pandemia. Allora, io non sono virologo ma il mio mestiere sono le parole e, dalle definizioni del dizionario, non c’erano i requisiti per parlare nè di una nè dell’altra.

Ma, oltre alla minaccia di una (possibile? probabile? futura?) morte di un numero imprecissato di persone, cosa su cui nemmeno gli scienziati si mettono d’accordo; il problema oggi è diventato “reale” per molte persone per via delle decisioni del sistema per prevenirlo.

Nella realtà abbiamo gente sempre più spaventata, al punto di prendersela con cinesi e chiunque sommigli un cinese perchè con qualcuno deve prendersela. I supermercati presi d’assalto e tutti che accettiamo di rinunciare a libertà e diritti.

E, la cosa peggiore, una economia che sta facendo fatica e quando l’economia fa fatica si sa che alcuni piccoli muoiono e non di coronavirus. Perchè le grandi aziende stanno mandando la gente a telelavorare da casa ma i piccoli imprenditori e le partite iva, quelle stanno perdendo soldi che non recupereranno così facilmente.

Come ho detto non sono un virologo, e nemmeno un politologo esperto capace di dire se quello che dicono i cinesi sia vero o se stiano nascondendo dei morti sotto il tappetto, nè un complottista che dice che il virus è stato creato in laboratorio per ammazzarci tutti.

Sono solo una persona che ha fatto dell’uso corretto delle parole, della consapevolezza e della responsabilità individuale il proprio mestiere perchè cicrede veramente nelle capacità degli essere umani. Ed è per questo che da queste linee, che so che leggono ancora in pochi, vi lancio un invito a farvi domande, e a non accettare tutto per paura.

Che ne dite? Proviamo? Vi va?

2 Comments

  1. Patty

    Si grazie. Voglio saperne di più…e sono d’ accordo col nn farci prendere dal panico…

    Reply

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