oltre la paura

La settimana scorsa, all’evento di facciamo pace abbiamo parlato della paura e di come si sviluppa in livelli di paura della paura. Parlavamo di come non solo la rabbia, la tristezza e la paura si possono scambiare i vestiti, ma anche alcune paure si nascondono dietro ad altre.

Il meccanismo della paura della paura l’ho descritto al mio meglio nel mio libro Felix e il segreto delle chiavi magiche, parlando dello Struzzo, un personaggio pieno di paure:

<<Diciamo che una volta, da piccolo, aveva visto un bambino che rischiava di affogare in piscina. Da quel momento il solo pensiero di poter affogare già lo faceva rabbrividire. E, ad un certo punto, persino la parola “piscina”. Perciò aveva deciso di evitare le piscine, per evitare il rischio di essere vicino ad una qualsiasi piscina, anche se piccola, e di avere paura di cadere. Questo è quello che chiamano paura della paura.

Comunque, la storia non finisce qui. Siccome aveva paura delle piscine e gli sembrava che nessuno avrebbe capito il perché, aveva deciso che era meglio evitare di essere invitato in piscina: sarebbe stato meglio evitare qualunque persona che amasse le piscine o che ne avesse una in casa. Questa è paura della paura della paura.

Ma siccome non è facile sapere, nel momento in cui conosci qualcuno, se ama le piscine o ne ha una in casa, aveva deciso che era meglio non conoscere persone nuove: non fare nuove amicizie e rimanere solo con i suoi cinque amici di sempre che sapevano tutto sulle sue paure ed erano sempre pronti ad accettare tutti i divieti che lui metteva alle loro proposte, per assurde che potessero sembrare i suoi ragionamenti.

Così, la paura della paura della paura lo tratteneva nel suo piccolo cerchio e nemmeno lì era del tutto sereno, perché ci poteva sempre essere qualche pericolo e qualche nuova paura in agguato.>>

Perciò la prima cosa da fare per affrontare le paure è capire qual’è la vera paura, quella alla base delle altre, quella su cui il lavoro potrebbe dare frutti più grandi…

Cosa ne pensate? C’eravate all’incontro? Qualcosa da aggiungere? Venite al prossimo che continueremo il discorso…

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