non so perchè la chiamano zona di comfort…

Mi sono sempre chiesta perchè la chiamano Zona di Comfort, quando si tratta di uno spazio in cui non ci troviamo bene per niente, dovrebbero trovare un’altro nome. Per esempio “zona di sopravvivenza, di conservazione, di salvezza“, “nascondino“, o “freezer“. O, come dicono i bambini quando giocano “casa“.

Mi spiego meglio, la cosidetta zona di comfort è uno spazio protetto inventato dall’ego per tenerci in salvo, per proteggerci e impedirci di combinare guai, di farci del male o persino di morire. Peccato che l’ego ha tre grandi difficoltà: è un fifone, è un po’ masochista ma soprattutto non capisce la differenza fra le cose vere e quelle immaginate. Perciò spesso ci protegge anche della possibilità di migliorare, di guarire, di cambiare.

Vi faccio un esempio con cui capirete subito il mio ragionamento. Quando lavoro con bambini e si prendono una botta, noi offriamo loro il giaccio ma spesso lo rifiutano. Col giaccio starebbero meglio, ma hanno paura del freddo, che peggiori il dolore, come hanno paura che li versiamo del disinfettante o che li tocchiamo con la salviettina per pulirli.

Questa è la zona di comfort, è scegliere il male minore, pensando che dall’altro lato c’è un male maggiore… ma ci tiene lontani dal bene possibile, probabile o improbabile che sia.

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