il primo colpevole

Stavo pensando che in questi giorni, in cui non possiamo uscire e le nostre informazioni arrivano soprattutto dalle telvisioni, radio, giornali e dai social, abbiamo un’opportunità davvero meravigliosa per imparare a pensare con la nostra testa.

Abbiamo già parlato dell’importanza dei filtri per capire quanto ci sia di verità nelle informazioni e anche quanto siano significative… oggi voglio parlare di superficialità.

Gli appassionati di film gialli e di telefilm polizieschi o ospedalieri sanno che il primo colpevole o la prima malattia non è mai quello buono, non è mai quello definitivo. Messo in carcere il primo o date le medicine per la seconda, il problema non si risolve e bisogna andare oltre con le ricerche.

Nella vita è anche così, c’è sempre qualcuno o qualcosa nascosto dietro a quello che vediamo, dietro a quello che ci raccontano, dietro a quelli con cui dicono che dobbiamo prendercela, che siano i cinesi che hanno portato il virus, gli americani che l’hanno sviluppato in laboratorio, gli europei che non vogliono darci gli aiuti economici di cui abbiamo bisogno, le antenne dei 5g…

Secondo me c’è sempre qualcosa dietro, qualcosa di cui siamo responsabili in quello che ci succede o nel modo in cui lo viviamo, qualcosa che possiamo imparare, una lezione della nostra vacanza studio

Infatti, il mio invito è proprio a lavorare su questo, a approfondire, a comprendere cosa c’è dietro a quel che si vede a prima vista. Che ne dite? Proviamo? Vi va?

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