Vivere due volte (2019)

In questi giorni in mi capita spesso di parlare di passato, presente e futuro, di com’era la nostra vita prima, di com’è adesso e di come sarà quando la quarantena sarà finita, mi sono guardata   Vivere due volte una dolcissima vista sul mondo del Alzhaimer.

Racconta la storia di un professore universitario, di matematica, che scopre di avere un incipiente Alzhaimer e, un po’ per caso e un po’ per l’influenza della nipotina, decide di andare a trovare il suo amore d’infanzia prima di dimenticare tutta la sua vita. Una bellissima storia sui ricordi come la nostra personalità e come senza ci sentiamo persi. Ho riso e pianto e ho adorato proprio tutti ed ognuno dei personaggi di questa famiglia disfunzionale:

  • il protagonista, Emilio, con il suo orgoglio, soprattutto all’inizio, che lo rende sia tenero che insopportabile e quell’ossessione di trovare la ragazza dei suoi ricordi;
  • la figlia, Julia, che sente di dover prendersi cura di lui, come sente di dover fare tante cose, senza mai chiedersi cosa vuole lei stessa;
  • la nipote, Blanca, meravigliosa, di cui mi sono innamorata per la sua capacità di mostrare e sia una grandissima ironia che  una infinita empatia, nei confronti di tutti, persino di se stessa;
  • il genero, Felipe, coach incompresso, e la sua dimostrazione della differenza fra il perchè rivolto al passato (in spagnolo porqué) e quello rivolto al futuro (in spagnolo para qué).

p.s. non ho trovato il trailer in italiano perciò vi lascio quello in spagnolo.

L’avete visto? Vi è piaciuto? Se no, ve lo consiglio…

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Per assurdo, meno ti soffermi sull’obiettivo finale e più presto ci arriverai. Se tieni un occhio sempre fisso sulla destinazione, te ne rimane solamente uno per guidarti lungo il viaggio.

 

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