natale da bambini

Ieri sera, al nostro incontro online di facciamo pace, laboratorio di inmunosuficienza psicologica, come promesso, abbiamo parlato del Natale, di come lo viviamo normalmente, di come ci stiamo preparando a vivere questo del 2020 e di cosa significa per noi questa festa.

I più eravamo d’accordo sul fatto che è una festa dedicata ai bambini, ma io ho detto che, per me, è anche la mia festa, la festa della mia parte bambina, della parte bambina che c’è in ognuno di noi… Ma non la parte ragazzina viziata, che pretende di scegliere i suoi regali e che siano i più costosi e che non è capace di ricambiare un abbraccio o un sorriso, non quella. Per me è la festa della mia parte bambina di tre o quattro anni, quella che è ancora capace di sentire la magia, di immaginare, di sperare, di desiderare, e di godersi la compagnia delle persone che ama, e persino il ricordo di quelle che non ci sono più.

Abbiamo anche parlato di come il Natale sia un occasione per fermarci un secondo, per tornare bambini, per osservare quanto di quello che crediamo è nostro e quanto ci è stato “imposto” dai diversi noi a cui apparteniamo. E abbiamo visto come possiamo sempre scegliere le emozioni e i pensieri a cui dare più importanza nella nostra vita.

Per il nostro esercizio finale di terapia narrativa siamo andati a trovare Ebenezer Scrooge e i suoi tre fantasmi del Natale passato, del Natale presente e del Natale futuro, e abbiamo cercato di immaginare dove avrebbero portato ognuno di noi, chi ci avrebbero fatto incontrare e cosa ci avrebbero potuto dire.

Il mio invito possitivo di oggi è a partecipare ai nostri incontri, e a prepararci per questo Natale come vogliamo noi, a livello di emozioni, a pensare a cosa vorremmo fare, con chi e soprattutto per chè, a come vorremmo sentirci e a cosa potremmo fare per sentirci in quel modo. Perchè, in fondo, come diciamo sempre, come ci sentiamo dipende da noi. Non come stiamo (se sono solo o se sono stanco forse non dipende solo da me) ma come questo mi farà sentire… si. Che ne dite? Proviamo? Vi va?

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