il vestito storto

Quando ero ragazzina ricordo una barzelletta che parlava di un uomo che aveva speso tutti i suoi soldi per un vestito su misura e quando l’aveva ritirato aveva scoperto che non era finito proprio bene: aveva una manica più lunga del suo braccio, una spalla più larga dell’altra e una gamba più corta.

Non avendo più soldi, perciò quando uscì dalla sartoria, decise di camminare storto perchè non si vedesse che il vestito non gli stava bene. Piegava un po’ il ginocchio della gamba con meno tessuto, allargava el petto solo da un lato e il braccio per riempire la manica più lunga. Non era facilissimo ma poteva provare e mantenere quella posizione per tanto tempo anche se poi gli faceva male ogni muscolo del corpo. La gente che lo vedeva pensava “che bravo sarto, che bel vestito! anche se quell’uomo è così storto, gli sta benissimo!”

Un po’ come il signore della storia, tutti cerchiamo in alcuni momenti e in alcuni aspetti, di cambiare per stare in posti che non sono fatti su misura per noi. E, soprattutto, di nascondere il nostro meglio, di piegare quello che abbiamo in più di altri, di rinunciare alle nostre diversità.

Tutto per rimanere mediocri, per non suscitare invidie e gelosie, o per non fare sentire inferiore qualcun’altro. Ma anche perchè è il prezzo nella nostra società, da pagare in cambio del senso di appartenenza. Non posso evitare pensare quanto potremmo essere più ricchi e migliori se riuscissimo (come società) ad apprezzare le differenze e promuovere ognuno per i loro punti di forza invece che punirli per quelli di debolezza.

La buona notizia è che, nel nostro piccolo, ognuno può lavorarci e, quando saremo in tanti, potranno cambiare le strutture. Perciò il mio consiglio e di piegarci di meno, di nasconderci di meno, di essere noi stessi, che ne dite? Proviamo?

0 Comments

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pensa agli altri, ci dice la società. Ama il prossimo tuo, esorta la Chiesa. A quanto pare, nessuno si ricorda mai del "come te stesso". Se è vero che vuoi conseguire la felicità nel presente, proprio questo, invece, dovrai imparare a fare: amare te stesso.

Dr. Wayne W. DyerDr. Wayne W. DyerLe tue zone erronee

 

di regole ed eccezioni

di regole ed eccezioni

Spesso molti confondono l’ottimismo con ingenuità. Io non sono d’accordo, infatti abbiamo già parlato più volte di quanto il mio concetto di pensiero possitivo sia un esercizio di realismo ottimista o di ottimismo realistico, come preferite.

per quale Dio lavori?

per quale Dio lavori?

Nelle religioni polteiste ci sono più dei e si può scegliere a quale Dio dirigersi in ogni momento. Nelle religioni monotesite c’è la chiesa che ci racconta la storia di Dio, una storia che è unica, ma ognuno di noi, dopo la personalizza e può farsi un idea di Dio completamente personale.

un campo di lamponi

un campo di lamponi

Dicono che c’era una volta un gruppo di ragazzi che, ogni anno, cercava un luogo per fare una settimana di campeggio in una delle valli che circondavano la loro città. Un estate, per caso, trovarono un posto fantastico vicino ad un campo di lamponi.