fare pace

Chi mi conosce sa che la serenità e la pace sono tra i miei temi preferiti. Il nome dell’incontro bisettimanale che tengo da cinque anni, facciamo pace, si riferisce alla pace interiore, con noi stessi, ma oggi voglio parlare di fare pace con gli altri.

Per quelli che non vivono da soli, uno degli aspetti più difficili di questa quarantena è che ci obbliga a passare molto tempo chiusi con le stesse persone, con cui in un momento normale passiamo un tempo limitato. In più, sia noi che loro siamo sotto una pressione psicologica particolare.

E, da questa pressione, è facile che scattino delle scintille, che vengano fuori le suscettibilità, le manie, le sensibilità di ognuno e vengano “calpestate” dall’altro, volendo o senza volerlo. È facile che vengano fuori malintesi, reazioni esagerate, ecc. che potrebbero farci stare male.

La buona notizia è che non possiamo scappare molto lontano per allontanarci e dobbiamo affrontarle per forza.Normalmente ignoriamo queste cose, dimentichiamo quel che ci ha fatto stare male, il dettaglio, il fatto, quello che potremmo “chiarire” parlando, ma il malessere rimane nascosto da qualche parte.

In questi giorni è più difficile allontanarci e possiamo approfittare per parlarne subito, abbiamo una possibilità che ci viene offerta, per migliorare la nostra vita anche dopo, se riusciamo a vedere le opportunità che ogni crisi nasconde, potremo uscirne più forti.

Che ne dite? Proviamo a fare pace ogni volta che possiamo e a ? Vi va?

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Ma cosa facciamo, in genere, quando abbiamo un sentimento negativo? "È colpa sua. Deve cambiare". No! Il mondo è a posto. Chi deve cambiare siete voi.

 

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Anche questa settimana, e sempre per caso su Nextflix, ho visto un film francese molto simpatico, L’erba cattiva, una riflessione molto carina su come possiamo superare le difficoltà, per grosse che esse siano, con l’aiuto di qualcuno che non ha i nostri stessi problemi, anche se ha degli altri.

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