dobbiamo parlare

Spesso parliamo dell’importanza del parlare e delle parole, delle parole che usiamo e dell’uso che ne facciamo, delle connota-zioni che possono avere nella testa di chi parla e di chi sente, oggi voglio fare un invito e una difesa del “dobbiamo parlare“.

 Ci lamentiamo sempre che le stagioni non sono quelle di una volta, chei valori non sono quelli di una volta, che le parole non sono quelle di una volta… sulle stagioni non possiamo fare niente ma sui valori e sulle parole sì.

Molte parole hanno perso (o stanno perdendo) il loro significato, alcune sono belle, come “ti amo” o “scusa“, e vengono usate in maniera superficiale e distratta. O peggio, evitate perchè non hanno più il significato che vorremmo.

Il problema è che, facendo così, lavoriamo per il nemico, contro noi stessi. C’è chi dice che quello che ci differenzia degli animali è che noi abbiamo un anima e loro no. Ma c’è anche chi dice che anche loro ce l’hanno. Quello che non si può negare è che noi abbiamo le parole.

Rinunciare alle parole è come vivere con gli occhi chiusi. Non è che non possiamo vivere senza la vista, se l’abbiamo persa, ma se ce l’abbiamo… perchè dovremmo farne a meno?

Perciò il mio invito è questo: parliamone! parliamoci! spiegiamoci e ascoltiamoci. E facciamolo il prima possibile, e facciamolo spesso. Ma soprattutto facciamolo in profondità, spiegiamoci per quel che siamo, raccontiamoci e ascoltiamo per capire e non solo per rispondere.

Che ne dite? Vi va? Proviamo?!

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Non puoi evitare che tristezza e paura ti volino attorno; quello che puoi evitare è che si costruiscano un nido nella tua testa.

 

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