a come atteggiamento

25 Aug 21

Un’altra delle parole che mi vengono in mente quando penso al linguaggio possitivo è atteggiamento. Credo sia la chiave per aprire tutte le porte, anche quelle del paradiso. L’atteggiamento è quello che vedono gli altri ma è anche una vibrazione che sente l’universo. Ci sono alcuni atteggiamenti poco funzionali, come quello vittimistico o quello saccente.

L’atteggiamento, secondo il dizionario è il comportamento assunto da una persona o da un gruppo di persone in una circostanza o nei riguardi di altre persone e gruppi, o anche rispetto a fatti, dottrine, problemi.

L’atteggiamento possitivo è un atteggiamento possibilistico, che non da mai nulla per scontato, che sa di non sapere abbastanza, è l’atteggiamento che ha un apprendista, sempre pronto a imparare qualcosa di nuovo, e a trovare le soluzioni che si nascondono nei punti ciechi delle nostre convinzioni.

Ed è anche flessibile, adattabile, cambia quando cambiano le circostanze, con coerenza, cresce, si formalizza, e si rilassa. Perchè l’atteggiamento dipende da dove siamo e da con chi ci troviamo, ma soprattutto dipende da chi siamo, da quello che vogliamo ottenere, da quanto siamo in pace e da quanto crediamo di avere il comando della nostra vita.

La buona notizia è proprio questa, che possiamo sempre cambiare il nostro atteggiamento, possiamo imparare e allenarci ad avere un atteggiamento più funzionale e costruttivo.

Il mio invito possitivo di oggi è proprio a partecipare ai nostri incontri di facciamo pace, laboratorio di inmunosuficienza psicologica, per capire gli effetti che ha il nostro atteggiamento sugli altri, e come cambiarlo. Che ne dite? Vi va?

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Non puoi evitare che tristezza e paura ti volino attorno; quello che puoi evitare è che si costruiscano un nido nella tua testa.

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