a come appartenenza

01 Sep 21

Un’altra parola sulla quale possiamo riflettere per migliorare la nostra vita è appartenenza. Perchè, l’appartenenza è un bisogno universale, dell’essere umano che condiziona molte delle nostre scelte, a volte contro altri bisogni individuali e contro i nostri desideri.

Per Maslow, nella sua piramide dei bisogni, l’appartenenza è il primo bisogno “sociale”, ovvero, la prima cosa a cui possiamo pensare quando abbiamo già soddisfatto i bisogni fisiologici e quelli legati alla sicurezza della nostra vita.

Gli esseri umani hanno bisogno di appartenere a qualcosa di più grande, a una comunità, di essere amati e di amare, di fare parte di un gruppo, anche per sentirsi protetti, e di cooperare, per poter fare cose più grandi di quelle che si possono fare da soli.

Ma appartenere vuol dire anche sottostare alle regole del gruppo, ubbidire, e spesso non pensare con la propria testa o ignorare se stessi, i propri desideri, le proprie iniziative, ecc. A volte quello che dobbiamo pagare per essere parte di un gruppo, il prezzo dell’appartenenza è più alto di quello che otteniamo in cambio.

La buona notizia è che possiamo cambiare gruppo. Oggigiorno, possiamo, se siamo nati in un paese, in una famiglia, o in un gruppo sociale che ci chiede più di quanto possiamo dare, che ci chiede di andare contro la nostra essenza… in qualche modo possiamo spostarci, possiamo trovare un paese più adatto, degli amici come noi, o un gruppo sociale che condivida gli stessi valori.

Il mio invito possitivo di oggi è proprio a partecipare ai nostri incontri di facciamo pace, laboratorio di inmunosuficienza psicologica, e a non pensare che siamo sbagliati, a non arrenderci, anche quando sembra che siamo gli unici che la pensano in un certo modo, a cercare altri come noi, a cercare e a creare gruppi nuovi, più adatti al mondo che è cambiato e continua a cambiare. Che ne dite? Vi va?

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1) Il maggior freno al cambiamento è in noi stessi...
2) Le cose non migliorano se non cambi te stesso...
3) C’è sempre nuovo formaggio là fuori, che tu ci creda o no...

 

giustizia divina

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23 May 22

Dicono che c’era una un gruppo di ragazzi molto poveri che, mentre giocava, trovò un sacchettino molto carino con ventisei bacche rosse. Siccome loro erano cinque e la divisione non era esatta, andarono a chiedere alla donna più anziana del villaggio aiuto per dividerle equamente.

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idealizzare

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L’altro giorno stavo parlando con alcune amiche dei problemi di tutti i giorni, ognuna parlava delle cose che faceva fatica a gestire e, quando anche io ho raccontato qualcosa mi hanno guardata malissimo, perchè pensavano che, siccome aiuto le persone a risolvere problemi, io non ne avessi.