spendere o investire

L‘altro giorno, parlando delle difficoltà dei ragazzi in questo periodo di quarantena, dicevo che, secondo me la più grande differenza rispetto a noi quando avevamo la loro età, è che a loro è stato rubato il futuro.

Infatti, un po’ tutti, sempre di più, abbiamo una visione del futuro molto scarsa. Non siamo più abituati a coltivare, nè a investire, nè a imparare, nè niente di simile. Fin da piccoli insegnano, sempre di più, a pretendere tutto subito, non c’è più quella gradualità, quella possibilità di migliorare poco a poco che avevamo le generazioni precedenti.

Quando ero bambina ricordo che, a volte, risparmiavo per poter ottenere qualcosa che volevo tanto, e anche i miei avevano fatto così, e i loro genitori prima di loro. Ricordo che chiedevo qualcosa come regalo di Natale o di compleanno e aspettavo per riceverlo. Ancora oggi, spesso mi faccio da sola le cose invece di comprarle.

Poi, nei paesi occidentali ci siamo abituati ad avere tutto subito, a pagare a rate, dopo, che è una cosa molto diversa. E così abbiamo perso la capacità di sperare e di lavorare per ottenere quello che speriamo. E anche quella del fare, del coltivare, dello sbagliare, del migliorare. Ormai sappiamo solo comprare. Ci limitiamo a scegliere di un catalogo di cose pronte quello che possiamo permetterci ed è un catalogo molto fornito perciò non cerchiamo oltre.

Questo succede un po’ a tutti, ma alla loro età è ancora peggio. Noi stiamo dimenticando ma possiamo sempre ricordare. A loro mancano sia l’allenamento che l’esempio. E, soprattutto manca il ricordo di quella soddisfazione finale che ci faceva andare avanti.

Perciò oggi invito noi tutti ad approfittare di questo rallentamento per tornare un po’ indietro, investire di più, fare di più e comprare di meno.

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Da qualunque disavventura si può trarre un vantaggio (basta avere la pazienza di cercarlo)

 

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