le due porte

14 Mar 22

Dicono che c’era una volta un gruppi di intellettuali che decise di andare in un tempio orientale. Avevano studiato tutti gli autori e tutti i libri che erano stati scritti in occidente sulla vita e la morte e volevano capire bene anche in cosa consisteva la loro filosofia di vita orientali. 

Per farlo chiesero udienza in un monastero in cui si diceva che abitava un uomo santo e saggio che teneva corsi di meditazione e ogni anno attirava più cercatori desiderosi di iniziarsi nello sviluppo spirituale.

Come arrivarono, nell’ingresso, c’era il saggio gli aspettava vicino ad un tavolino in cui c’era una teiera e dei bicchieri. Dietro di lui c’erano due porte, una molto più semplice e l’altra molto più decorata, la prima aveva un banalissimo pomo di acciao e l’altra aveva il pomo dorato.

– Come potete vedere, ci sono due porte per entrare nel nostro tempio, la prima, a la mia destra, è per persone senza pregiudizi, è chiusa perchè i pregiudizi sono resistenze ma non vi preoccupate, non serve la chiave, e la seconda, alla mia sinistra, è per coloro che non ne hanno, infatti è già aperta. Dovete scegliere da quale porta volete entrare, ma potete fare delle domande se avete bisogno.

Gli intellettuali guardarono le porte e si guardarono fra di loro mentre bevevano il tè, si vedeva che tutti aspettavano di capire cosa ne pensava il più anziano di loro, come se aspettassero la sua guida, era il più esperto e tutti lo ammiravano. Dopo qualche minuto l’uomo siincamminò verso la seconda porta e tutti gli altri lo seguirono.

Quando arrivò a la porta per le persone senza pregiudizi e avvicinò la sua mano al pomo per poter entrare rimase stupito, non era una vera porta, era solo dipinta sul muro. 

– La porta per persone senza pregiudizi è solo un’illusione ottica, è bello pensare di non averli, ma non è reale, tutti abbiamo pregiudizi ed è normale, ma possiamo superarli se li mettiamo in discussione e non crediamo di sapere -disse il saggio e aprì l’unica porta vera, entrò e invito gli eruditi a seguirlo.

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Don Miguel RuizDon Miguel RuizI Quattro Accordi

 

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