La società della stanchezza (2019)

Questa settimana cambiamo completamente argomento e parliamo di qualcosa di più generico, un libro di Byung-Chul Han,   considerato uno dei più importanti filosofi dei nostri tempi, per le sue critiche allo stato attuale del capitalismo, della società della performance e della tecnologia: La società della stanchezza.

Una riflessione molto interessante sulla società e sul suo sviluppo, anche dal punto di vista delle malattie individuali più comuni, per spiegare il modo in cui siamo arrivati al mondo in cui viviamo, e come la libertà che pensiamo di aver conquistato, in realtà ci imprigioni ancora di più.

Secondo Han, nella storia abbiamo sempre avuto qualcuno che ci diceva cosa dovevamo fare, che ci obbligava, perchè la società era costruita sulla diffessa dall’attacco, dall’altro… E questo ci permetteva di ribellarci, era una società del dovere, in cui qualcuno diceva cosa dovevamo fare e cosa non…
e anche le malattie erano sempre di diffesa contro qualcosa che ci attacca. 

Ma oggi siamo passati dalla società del permesso a quella della prestazione e nessuno ci dice cosa dobbiamo fare perchè abbiamo scambiato il dover fare con il poter fare e alla fine abbiamo introiettato il dovere fare di più.

Anche le nuove malattie psicologiche sono legate a questo, la depressione, l’iperattività, ecc. Sono segni di una regressione in cui ognuno di noi è allo stesso tempo vittima e carnefice di se stesso, sempre frustrato, scontento, infelice, insoddisfatto, e stanco. 

La stanchezza, pero, potrebbe essere anche una salvezza, la porta per la terza opzione, dopo il NON POTERE FARE, e il POTERE FARE tutto, che diventa DOVERE FARE TUTTO, la stanchezza ci apre la porta del POTERE NON FARE, per riscoprire l’ozio e con esso poter bilanciare la nostra vita.

L’avete letto? Vi è piaciuto? Raccontatemi la vostra esperienza con il libro… vi va?

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