come ti racconti?

23 Oct 19

Ieri all’incontro di facciamo pace, come promesso, abbiamo iniziato il discorso sulle differenze fra pensare, credere, sapere, capire, comprendere e giudicare. Tutte le attività che fa la nostra mente e a cui dobbiamo imparare a riconoscere per non cadere nelle sue trappole.

Abbiamo cominciato con il solito ripasso degli incontri precedenti, ripassando l’importanza del pensare per arrivare a quella del modo in cui ci raccontiamo. Ci raccontiamo agli altri, ci raccontiamo a noi stessi. Perchè il modo in cui raccontiamo le cose tende ad avverarsi.

Le cose che raccontiamo, che pensiamo, che crediamo o che crediamo di sapere, filtrano la realtà e ci fanno notare “soprattutto” quello che dimostra il nostro pensiero.

Henry Ford diceva “che tu creda che puoi farlo o che tu creda che non puoi farlo, hai ragione!

Ma non è una magia o un mistero esoterico, è semplicemente che, se io credo di potercela fare farò di tutto per riuscirci e se credo di non potercela fare risparmierò le forze. Se credo di potercela fare cercherò opportunità mentre se credo di non potercela fare cercherò solo scuse.

E non sono ancora arrivata al volere, stiamo ancora solo parlando di potere, di credere di potere, abbiamo appena iniziato il discorso.

Abbiamo parlato di come ci vediamo, ci raccontiamo, dei nostri pregi e aree di miglioramento (altre scuole di pensiero li chiamano diffetti), e di come il modo in cui parliamo di questi ci condiziona.

E abbiamo preparato il terreno per riprendere il prossimo incontro parlando di bisogni e desideri.

C’eravate? Vi è piaciuto? Spero di si e vi aspetto ai prossimi incontri…

0 Comments

Submit a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Dr. Wayne W. DyerDr. Wayne W. DyerLe tue zone erronee

Tu non sei solo la persona che in precedenza hai deciso di essere, ma quella che scegli di essere oggi.

L come libertà (di opinione)

L come libertà (di opinione)

Un’altra parola molto importante per il Vocabolario possitivo e un tema di cui si parla molto in questi giorni è la libertà di espressione, di opinione, che molti pensiamo stia sparendo di nuovo per mano di quelli che fino a poco fa la chiedevano a grandi voci. Quando erano loro a non poter dire quello che pensavano, a essere perseguitati per le loro idee e a essere “contro-corrente”.

rimedio contro la morte

rimedio contro la morte

Dicono che c’era una volta, all’epoca del Buddha, una donna a cui morì il suo unico figlio. La donna era disperata, non riusciva a lasciare che lo seppellissero, convinta che ci fosse un errore, il giorno prima stava bene e quello dopo non si era svegliato.