INCONTRO CON IL CANDIDATO STEFANO LO RUSSO

Il 2 agosto, con il Coordinamento OltrelaMovida, abbiamo incontrato il candidato sindaco Stefano Lo Russo, sottoponendogli le nostre richieste e le nostre proposte (le trovate qui). Di seguito, riportiamo una trascrizione/sintesi delle risposte che il prof. Lo Russo ha fornito alle nostre sollecitazioni, così che ognuno possa farsi un’idea. Speriamo, prima delle elezioni del 3/4 ottobre, di avere modo di incontrare anche gli altri candidati a sindaco.

ll prof. Lo Russo ringrazia per l’opportunità e prova a dare una chiave di lettura sulla base del suo pensiero e della sua esperienza.
Il diritto al riposo non è un’opzione e deve essere garantito; i cittadini fanno bene a rivendicarlo quando viene leso. Si tratta di un conflitto fra funzioni urbane ed è un problema di convivenza. Non è un tema semplice.
Il professore fa presente di essere nato nel 1975 e che, quando aveva 17-18 anni, Torino non aveva questa fenomenologia, ma aveva una dinamica più ordinata che prevedeva che, per un ragazzo della sua età, vi fossero delle opportunità di divertirsi, non limitate alla sola funzione di assunzione alcolica e, per di più, solo in determinate zone della città. Oggi abbiamo un’offerta di divertimento solo legata al bere, frutto anche di una scelta; ad esempio, a Torino, non si può pressocché andare a ballare (niente più discoteche).
La soluzione non è nè tornare al passato, nè continuare a non gestire il problema: occorre una programmazione di lungo periodo, per una città che non deve perdere il diritto al riposo e, al contempo, dare ai giovani la possibilità di divertirsi, soprattutto in un momento come questo. Ciò si può realizzare solo in modo strutturale, disperdendo ed evitando la concentrazione del divertimento notturno in determinate aree (dispersione spaziale) e facendo sì che gli eventi non inizino molto tardi (dispersione temporale), programmando occasioni che distribuiscano in un modo diverso l’intrattenimento serale. Infatti, si può costringere tutti a chiudere e inserire dei presidi, ma le persone non svaniscono solo perchè si chiudono i locali, ma si spostano e questo provoca uno spostamento del problema.
La nostra città dispone di una numerosa dotazione di luoghi che possono essere riconvertiti, differenziando l’oggetto del divertimento; vi è un tema di offerta culturale underground che si inserisce nel vuoto attuale (oggi l’unica occasione di svago è di bersi uno spritz), mediante progettazione e pianificazione. Sono presenti aree pubbliche e private, spazi in attesa di trasformazione, ad esempio lo scalo Vanchiglia, e l’area Tabacchi, dove ci si potrebbe ritrovare la sera senza introdurre nessun disturbo. Tutto ciò è più facilmente realizzabile con incentivi, piuttosto che con sanzioni (ad esempio i minimarket, si possono sanzionare, ma grazie a Leggi Nazionali e dinamiche difficilmente controllabili, spesso riaprono dopo poco tempo).

Può essere utile l’introduzione del Sindaco della Notte: una figura all’interno della giunta che gestisca le conflittualità che si possono generare.
Quella descritta è, però, una prospettiva di lungo periodo. Per quanto riguarda il breve periodo e quindi tutte le problematiche relative ai controlli, presidi, sanzioni, ovviamente, la linea non può essere che quella dell’applicazione delle leggi e delle ordinanza ed è essenziale il presidio per scongiurare i fenomeni di delinquenza, ma, in generale, è preferibile un approccio preventivo (collaborazione coi locali), perchè non sempre i responsabili del degrado sono i locali, ma in molti casi i responsabili sono venditori abusivi che compaiono dopo chiusura di locali: non serve a niente bastonare chi è in regola e favorire chi non lo è. ll prof. Lo Russo ritiene che la priorità sia, nell’ambito della riorganizzazione della macchina comunale, di potenziare il corpo di Polizia Municipale (oggi dispone di 1500 effettivi, la cui età media è di 56 anni, quindi con un potenziale problema di inidoneità al ruolo, e 7-8 pattuglie notturne che devono presidiare non solo la movida), mediante scelte di programmazione del personale, ricambio generazionale e formazione, perchè, ad esempio, le ordinanze hanno senso se vi è sufficiente personale per farle rispettare. 

Riccardo Tassone
Segretario “Rispettando San Salvario”

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