volere e desiderare

Dopo il weekend con Igor Sibaldi, a parlare degli effetti che hanno su di noi le parole che usiamo, di etimologia, di connotazioni, di concetti transnazionali, e persino di come riscrivere il proprio passato e il proprio futuro… voglio condividere con voi una riflessione sul desiderio e la voglia.

 Chiaramente, vi racconto la mia versione, con parole mie, quello che io ho capito di quello che lui ha detto e che ho elaborato per poterlo condividere.

  • quando vogliamo qualcosa, è come se scegliessimo tra possibilità a nostra disposizione, come se andassimo ad un supermercato a chiedere le uova, il vino, la pasta, cose che sappiamo che possiamo trovare lì;
  • invece, quando desideriamo qualcosa, stiamo inventando qualcosa fuori dagli schemi, oltre la solita offerta, qualcosa che solo noi possiamo immaginare, ad un livello molto più alto, molto più libero.

Potremmo dire che, vivendo in un momento storico in cui la nostra civilizzazione ci vuole sempre più piccoli, più pigri e più ancorati ad una zona di comfort… ci insegna a non desiderare, a non osare, a non cambiare… e ci allena per volere tutto quello che possiamo, volere sempre più cose, tante da non poter fare chiarezza nemmeno a questo livello.

Che ne pensate? Vi sembra abbia una logica? Aspetto i vostri commenti…

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