vendere l’anima al diavolo

30 Nov 21

Quando diciamo di qualcuno che “ha venduto l’anima al diavolo”, normalmente, parliamo di qualcuno che ha molto successo, che è molto bravo in qualcosa, che ha accumulato tanti soldi o che sembra non invecchiare… Vengono visti come dei vincenti, anche se questa è una lettura molto superficiale.

Non ho mai sentito nessuno parlare del dolore che può portare un uomo a volere siglare un accordo del genere, della disperazione che può portare una persona a rinunciare al futuro più a lungo termine che esista per poter avere un presente migliore.

Continuiamo a fermarci alla superficialità e a confondere le apparenze con la sostanza, vediamo delle persone che fanno dimostrazioni di forza e crediamo che siano persone forti. Vediamo delle persone che si comportano in maniera aggressiva e pensiamo che l’aggressività parta da loro. Non ci chiediamo da dove arrivi, come l’abbiano accumulata, chi sia stato aggressivo con loro prima.

Ogni risposta esagerata all’ambiente è frutto di un ambiente esagerato in cui si è sviluppata. A noi sembra sproporzionata perchè vediamo solo l’esplosione finale del processo e non conosciamo come si è sviluppata. Spesso confondiamo le reazioni con iniziative, ma sono convinta che nessuno si comporta male se crede di poter comportarsi bene. È una questione di economia e di sforzi.

La buona notizia è che possiamo vedere oltre, che possiamo osservare oltre quello che vede la maggioranza, e avere una marcia in più. Quando tutti si fermano alla superficie, quando la superficie diventa limitante, se noi andiamo oltre possiamo trovare potenzialità nascoste.

Il mio invito possitivo di oggi è proprio a capire che c’è qualcosa oltre a quello che vediamo, a smettere di insistere e di spingere quando vediamo che non serve a niente, e a cercare la chiave e il buco della serratura che può permetterci di aprire la porta. Che ne dite? Vi va?

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