Unknown – senza identità (2011)

Questa settimana, mi sono guardata un’altro film, anche stavolta su Netflix, con Liam Neeson, Unknown – Senza Identità, un film avvincente, con tutti gli ingredienti del giallo psicologico ma non solo… con un giro nella storia più o meno a metà e un finale che ho adorato.

La storia inizia con una coppia di americani che arriva a Berlino per partecipare ad un prestigioso convegno di biotecnologia. Ma, mentre lei fa il check in, lui scopre di aver perso una valigia in aeroporto, prende un taxi per tornare a prenderla e finisce in un inccidente. Quando si sveglia scopre che un’altro uomo ha preso il suo posto, nella conferenza e con la moglie e che qualcuno cerca di ucciderlo. Alla fine scopre di essere una spia e di essersi svegliato credendo che fosse vera la sua ultima copertura.

Ve ne parlo perchè ho amato tanto quello che succede quando scopre chi è veramente, perchè, dopo un attimo di senso di colpa in cui dice alla ragazza che avrebbe dovuto lasciarlo morire in quel taxi, decide di prendere la sua aituazione come una nuova opportunità, per sfruttare tutte le sue conoscenze e capacità per un nuovo obbiettivo, per un nuovo futuro.

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È più sicuro cercare nel labirinto che rimanere in una situazione senza formaggio

 

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