Tutta colpa di Freud (2014)

22 Nov 18

Oggi voglio parlarvi di un’altro film italiano con il mio adorato Marco Giallini, nei panni di uno psicoterapeuta con tre figlie. Tutto colpa di Freud. Una commedia simpatica, allo stesso tempo leggera e capace di fare riflettere, sull’amore e le relazioni, sulle difficoltà, sulla fortuna, sui malintesi, sulla ricerca, riflettendo con la testa e continuando a provare con il cuore.

Quattro storie incrociate, le storie di tre figlie e del loro padre, ognuno cercando quell’amore di cui tutti abbiamo disperato bisogno. Ognuno con le proprie condizioni, con le proprie limitazioni, con le proprie circostanze e caratteristiche. Ognuno nel suo percorso incontra delle persone sbagliate e giuste, e delle difficoltà.

Una delle scene che ho amato di più è quella in cui il padre, alquanto cinico per il suo mestiere di psicoterapeuta, ad un certo punto, quando sua figlia lesbica dice di voler diventare etero per i suoi problemi con le donne (discorso già meraviglioso perchè abbiamo sentito mille volte dire l’opposto ad ogni donna delusa dei maschi) fa un riassunto bellissimo sui maschi e la loro psicologia, riassunta sarebbe qualcosa tipo:

— Io mi sento di poter dividere gli uomini in quattro categorie, che più o meno mi vanno a coprire circa il 95% dell’universo maschile.
Categoria 1:  gli insoddisfatti. Tutto il giorno ripetono -la mia vita fa schifo, mia moglie non mi ama, i miei figli mi detestano-. La donna che casca in questo rapporto diventa una crocerossina; non dice mai -io ti amo-, ma dice -io ti salverò-. Categoria 2: i Peter Pan. Hanno di bello che non hanno crisi di mezza età perché sono fermi all’adolescenza. Per loro sei un gioco, conquistarti vuol dire salire al primo livello, portarti a letto è vincere la partita. Prediligono donne giovani, esageratamente giovani. Passerei senz’altro alla categoria 3, i vorrei-ma-non-posso. Di solito sposati con figli, ma in procinto di separarsi, in procinto di dirglielo, in procinto di andare via di casa… Sono sempre in procinto di, ma non fanno mai nulla, perché ora lei sta attraversando un momento difficile, perché il bambino è piccolo, perché il bambino non capirebbe. E poi ci sono infine i buoni, belli  e intelligenti, ma che hanno un problema, la mamma, una presenza costante e imprescindibile, fin dall’infanzia. E’ lì che cominciano a trasformare i loro piccoli uomini in piccoli mostri. Quanto sei bello, quanto sei intelligente, quanto sei bravo. E allora, se per metà della tua esistenza una donna ti fa sentire Dio, perché accettare che per il resto della vita un’altra donna ti faccia sentire uno stronzo?”
— Papà, però scusa, tu hai parlato del 95%  degli uomini. E il restante 5%?
— Sono quelli decenti. Buona caccia al tesoro amore mio!

Lo avete visto? Vi è piaciuto? Se no, ve lo consiglio…

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Wayne W DyerWayne W DyerInventarsi la vita

 

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a come a — bis — — bis — bis

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