sovrascrivere

Ricordo quando ho avuto il primo computer e ho “presentato” il mio primo tema a scuola fatto con l’equivalente di “word” e stampato con la mia stampante ad aghi. Avevo tredici anni e nemmeno i miei professori avevano mai visto niente di simile.

La cosa che più mi piaceva era la possibilità di scrivere la prima cosa che mi veniva in mente e poi modificarla, “riscriverla”, aggiustarla, migliorarla, concrettizzarla o approfondire il concetto. Tutto questo, con la carta e la penna era molto più difficile.

Quando diciamo che la nostra mente è un insieme di informazioni più o meno coscienti, di cui siamo più o meno consapevoli, come un database informatico gigantesco, stiamo costatando che abbiamo la possibilità di riscrivere ogni informazione.

Anche con la carta potevamo farlo, ma era più complesso. Se avevamo scritto a matita si poteva cancellare (se non avevamo premuto troppo e se non avevamo passato troppe volte la stessa scritta). Adesso ci sono anche le penne cancellabili. 

Ma preferisco l’esempio del computer perchè è più inmediato. Il problema è che il nostro è un database relazionale ed emotivo. Ci sono tante scritte in tanti “posti” e per riscrivere una credenza dovremmo riscriverle tutte.

Quando troviamo qualcosa che è diversa da tutto quello che avevamo trovato prima, o quando qualcuno ci spiega qualcosa che da un senso diverso a tutto il resto, dobbiamo fare il lavoro di riscrittura. Può essere stancante, ma ne vale la pena.

Che ne pensate? Siete d’accordo?

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Don Miguel RuizDon Miguel RuizI Quattro Accordi

 

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