sfruttare tutto al massimo

Nella settimana scorsa sono andata al mare ogni giorno, dalla matina alla sera, sui lettini, sotto gli ombrelloni, per la prima volta nella mia vita. Qualcuno ha sentito il bisogno di dirmi che non potevo non fare il bagno, che non potevo non prendere il sole, che dovevo sfruttare al massimo le giornate. E ho pensato di condividere con voi la mia riflessione sull’argomento.

Pensare di dovere, ma anche soltanto di potere o volere, sfruttare tutto al massimo è un paradosso impossibile, quello che io chiamo una trapola per topi, che speso ci fa perdere tempo e soprattutto energie. Quando cerchiamo di sfruttare tutto al massimo finiamo per correre sempre di più e sfruttare sempre di meno, senza rendercene conto e senza poterci fermare.

Questo cercare di sfruttare tutto al massimo ha principalmente una limitazione, il fatto che viviamo nella dualità, non possiamo sfruttare tutto perchè dobbiamo sempre scegliere. Per esempio, adesso che sono in Sicilia in vacanza, cosa vuol dire sfruttare al massimo il viaggio? Vedere le cose più importanti, tutte quelle che posso, velocemente per sfruttare il tempo? O vedere solo alcune cose, dedicando loro più tempo e attenzione? Vedere le città o i posti di mare? Conoscere le persone, le loro abitudini, la loro cultura? Riposarmi e ricaricarmi come non posso fare quando sono a casa?

Io sono la prima che odia gli sprechi, che cucina meraviglie con gli avanzi, che vede materiale per il riciclo creativo dove altri vedono semplici rifiuti, ma… allo stesso tempo, devo ammettere che non tutto può essere sfruttato, che tutto deve avere dei limiti perchè nell’equilibrio sta la virtù… e nello scegliere sta la nostra libertà di decidere cosa sfruttare e cosa no.

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Quando superi le tue paure, ti senti libero...

 

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