se vuoi, puoi…

Una delle frasi che hanno fatto più danni alle persone della mia generazione e che ne stanno facendo a quelli delle generazioni future è “se vuoi, puoi”. Sembra una cosa bella, anzi, una proprio una conquista, ma in vece è spesso è una condanna.

Come vedevamo la settimana scorsa nel libro di Byung-Chul Han, il passaggio dalla società del DOVERE alla società del POTERE ha fatto dei danno in diversi modi, uno è questo. Ci hanno detto in tutti i modi che possiamo fare tutto quello che vogliamo e avere tutto quello che vogliamo e diventare tutto quello che vogliamo.

E, di conseguenza, se non riusciamo a fare qualcosa è perchè non lo vogliamo, perchè non lo vogliamo abbastanza, perchè non ci siamo impegnati, insomma, è colpa nostra.

Il problema con la colpa è sempre lo stesso: ci indebolisce sempre di più fino ad immobilizzarcie ci impedisce di fare l’unica cosa funzionale che potremmo fare, cercare di capire meglio le ragioni, le circostanze, le condizioni legate a quel che vorremmo e come potremmo cambiarle per ottenerlo.

La buona notizia è che possiamo imparare a usare questo a nostro favore, possiamo imparare a ignorare la colpa per trovare qualche emozione più funzionale.

 Il mio invito possitivo di  oggi è proprio a imparare a comprendere che non tutti possono fare tutto, avere tutto, diventare tutto, che ad un certo punto della nostra vita dobbiamo scegliere cosa vogliamo fare, avere, diventare a e quale prezzo. Che ne dite? Vi va?

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Secondo accordo: Non prendere nulla in modo personale. Anche al centro dell’inferno, sperimenterete pace interiore e felicità. Starete nella vostra beatitudine e l’inferno non potrà toccarvi.

Don Miguel RuizDon Miguel RuizI Quattro Accordi

 

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