Rocky (1976)

Questa settimana, mentre leggevo Solo business felici, in uno degli “consigli” parlava di essere come Rocky, come esempio di concentrazione e perseveranza, perciò oggi ho pensato di parlare di questo film cult, con Sylvester Stallone.

Il film lo conoscete tutti, parla di un pugile che si accontenta di quel poco che riesce a fare, di sopravvivere, fra malavita e altri problemi, senza mai perdere la speranza di sfondare un giorno, fino a quando ha la sua opportunità.

Quello che forse non sapete, io quando l’ho scoperto ho cambiato completamente idea su Stallone, é la storia di com’è stato scritto e portato al grande schermo… che è un esempio, ancora più valido perchè reale, di speranza, perseveranza e talento.

In poche parole, Stallone non riusciva a fare l’attore ed era in grave difficoltà economica, perse sua moglie e arrivò persino a vendere il suo cane per pagare cibo e acqua. Ma poi, una sera, vedendo un incontro di pugilato, quello tra Muhammad Alì e Wepner, che anche se incassava durissimi colpi da Alì, rimaneva in piedi e continuava a lottare. Da quel match Stallone prese ispirazione per scrivere una storia e per 3 giorni scrisse ininterrottamente lo script del film.

E poi trovò i produttori, ma non accettò di vendere lo script fino a quando non accettarono che fosse anche io protagonista. Il resto della sua storia la conoscete.

L’avete visto? Ve lo ricordate? Secondo me si lascia rivedere…

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