richiesta di attenzioni

Dicono che c’era una volta una donna molto saggia, di mezza età, che era sempre pronta a condividere con altre mamme la sua saggezza con empatia e tenerezza. Arrivavano da ogni dove con domande e problemi che non riuscivano a superare.

Molti erano legati ai capricci, alla mancanza di rispetto delle regole e persino del ruolo di genitori. Arrivavano mamme esauste da continue lotte con i figli per il cibo, per il tempo libero, per i giochi e per qualsiasi minima imposizione per necessaria che fosse.

Un giorno arrivò una mamma, dal suo viso si vedeva quanto fosse stanca. Era una mamma come tante, ma sentiva che nessuno poteva capire fino in fondo i suoi problemi. Era da sola, separata, aveva due ragazzi molto vivaci. Quando stavano con il padre si comportavano meglio ma, quando erano da lei era un continuo capriccio, una guerra.

Le avevano detto che quella donna era magica e pensava che le avrebbe dato qualche medicina, qualche erba, qualcosa da fare bere o mangiare ai ragazzi per renderli più docili… Invece, aveva solo delle parole. E nemmeno per i figli, parole per lei. Ma le cambiarono la vita. Le disse che quando i bambini facevano capricci in realtà stavano solo chiedendo il suo aiuto contro un malessere interno, e che l’unico modo per evitarli era comprendere quel malessere e farlo sparire:

– C’é mai stata qualche situazione in cui le sia venuta voglia di fare una scenata come quelle che fanno i tuoi figli?
    – Certamente – disse ancora più sconfitta, senza sforzarsi troppo le venivano in mente tante.

– Hai fatto qualcosa, urlato, pianto?
    – Figuriamoci – rispose – non sarebbe servito a nulla, nessuno poteva aiutarmi in quelle occasioni, sono sola!

– Questo è quello che vedono i tuoi figli quando fanno i capricci, una persona che potrebbe aiutarli, una persona omnipotente chiamata mamma.

– E, perchè non lo dicono chiaramente?
    – Quando tu stai male, riesci sempre a dire di cosa hai bisogno? non credo, nessuno riesce, gli adulti non siamo allenati. Ancor meno i nostri bambini. La buona notizia è che, se impari a farlo tu, potrai insegnare loro.

Erano solo parole ma cambiarono la sua vita. Da quel giorno in avanti, ogni volta che un bambino faceva un capriccio si sentiva una sorta di supereroe. L’unico in grado di aiutarlo a capire di cosa aveva bisogno veramente e ad aiutarlo ad ottenerlo.

0 Comments

Submit a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

La felicità significa non lamentarsi di quello per cui non c'è niente da fare. Le lamentele sono il rifugio di coloro che non hanno fiducia in se stessi.

Dr. Wayne W. DyerDr. Wayne W. DyerLe tue zone erronee

 

Cio che dai ritorna sempre

Cio che dai ritorna sempre

Dicono che c’era una volta un contadino tibetano che bussò alla porta del vicino monastero. Come di prassi, le porte vennero aperte dal monaco responsabile di accogliere le visite. Il contadino senza troppi convenevoli, porse in regalo al giovane monaco alcuni grappoli d’uva.

Guerrieri metropolitani (2015)

Guerrieri metropolitani (2015)

Questa settimana, ho letto Guerrieri metropolitani. Combattere fuori per vincere dentro. La filosofia degli sport da combattimento di Salvatore Brizzi, e mi è piaciuto molto come parla dell’EGO e del qui e ora, di come si possono gestire in ogni situazione.

the manor (2021)

the manor (2021)

Questa settimana ho visto, questa volta su prime video, un film americano molto particolare, The Manor. Un thriller ambientato nei nostri giorni, che mischia momenti di vita normale e reale e una storia paranormale con un finale che non avevo mai visto.

l’universo in tasca

l’universo in tasca

Dicono che c’era una volta un grande guerriero, famoso perchè vinceva le battaglie con facilità. I suoi omini che lo ammiravano tanto che avrebbero dato la vita per lui. Dicevano che era rigido ma giusto, che aveva i piedi per terra ma anche un tocco magico.