Revolver (2005)

Questa settimana voglio parlarvi di nuovo di un film introspettivo e un po’ psichedelico, Revolver, diretto magistralmente da Guy Ritchie e protagonizzato strepitosamente da Jason Statham e Ray Liotta, racconta una storia di gangsters e giocatori che cercano di capire di chi possono fidarsi o meno.

<<Se c’è una cosa che ho imparato negli ultimi sette anni è che in ogni partita, in ogni truffa, ci sono sempre un avversario e una vittima. Il trucco è di sapere quando sei la vittima per poter diventare tu l’avversario>>

Un film assurdo, violento e suggestivo per analizzare i giochi di cui tutti siamo in balia, i giochi che si tengono nella nostra testa e fuori di essa, le voci (contrastanti) che possiamo ascoltare e capire di quali fidarci o meno per vincere la partita.

Pieno di riferimenti a libri e autori classici, dalla Bibbia a Chopra, e ai punti in comune di tante religioni e filosofie come il Zen. Parla di un nemico interno che si nasconde dietro il nostro dolore, allontanandoci da tutti.

Equipara l’EGO al diavolo che separa e fa credere che sono gli altri i nemici, rileggendo le loro parole e pretendendo di essere l’unico dalla nostra parte, l’unica nostra “vera” voce, la nostra unica e vera intuizione.

L’avete visto? vi è piaciuto? Se no, ve lo consiglio…

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