Reinventarsi (2011)

Questa settimana torniamo a parlare di un’altro libro un libro di Mario Alonso Puig , questa volta un libro precedente Reinventarsi, un invito a far emergere ciò che veramente siamo, perchè in fondo questo dipende solo da noi.

È un libro che spiega come funziona il nostro cervello, i due emisferi, le limitazioni di ognuno e il fatto che la società è basata sul dare un eccesso d’importanza all’emisfero sinistro, alla logica, alla scenza, alla razionalità, ecc. Infatti, invita ad allenare quello destro, l’immaginazione, la creatività, le emozioni, ecc.

Uno dei pezzi che più ho amato in assoluto è quello in cui parla della conferenza TED di Jill Bolte Taylor, prima perchè è la mia conferenza TED preferita, e secondo perchè io normalmente mi fermo al fatto che è un’esperta di neuroscienze che ha avuto lei stessa (e spiega) un ictus. Lui, approfondisce ulteriormente e usa la conferenza per approfondire la spiegazione sui due cervelli, giacchè con l’ictus, lei poteva usare solo uno alla volta.

Spiega, con metafore semplici e chiare come funzionano:

  • la mente conscia e quella inconscia, i filtri, le credenze e le emozioni che fanno che due persone (o anche una persona in due momenti diversi) possano percepire aspetti diversi della realtà;
  • la personalità, la zona di comfort, e gli stati d’animo e le parole che usiamo, che possono modificare sia la risposta del nostro corpo, e anche la nostra vulnerabilità alle malattie, che i nostri rapporti con gli altri…

L’avete letto? Raccontatemi la vostra esperienza con il libro… vi va?

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La felicità è facile, ma imparare a non essere infelici può essere arduo.

Dr. Wayne W. DyerDr. Wayne W. DyerLe tue zone erronee

 

Il metodo Ikigai (2018)

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Il buco (2019)

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La prima volta che ho visto qualche immagine di questo film, mi ha infastidito. Poi ho visto qualche recensione e ho pensato di guardarlo, andando oltre la superficie e devo dire che tanto le metafore come il simbolismo mi hanno veramente coinvolta…

empatia consapevole

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Cercando immagini per rappresentare l’empatia ho trovato questi due fantastici ometti con la scritta “so esattamente come ti senti”. Loro non sono esattamente uguali ma hanno quel che sembra esattamente lo stesso problema.