realismo e responsabilità

Martedì prossimo all’evento di facciamo pace parleremo del concetto di realtà, cos’è? cosa non è? come possiamo distinguere la realtà di quello che noi crediamo che lo sia? come dividere lo spazio fra le due in livelli… per ottimizzare a poco a poco?

Per prima cosa, la realtà, bisogna ammettere che non sappiamo quale sia, o meglio, che sembra non interessarci, come dice il corso in miracoli niente ha un significato” di per se… finchè non glielo attribuiamo noi. Proprio per quello le stesse cose, dinamiche e situazioni, hanno letture diverse a seconda delle persone che le osservano e raccontano.

Partendo da questo presupposto, che in quello che consideriamo realtà c’è una parte “veramente” reale e un’altra immaginata, proiettata, interpretata da noi che la avvolge, possiamo cominciare a sbucciare questo involucro, facendo delle domande, per distinguere i veri fatti da tutto il resto, per poter rispondere nel modo migliore, più funzionale e meno limitante.

Quello che chiamiamo realtà ha chiaramente come base qualcosa che è successo, ma di quello che è successo abbiamo visto solo una parte, di quella parte ricordiamo solo alcuni frammenti, quelli che ci hanno attirato maggiormente, spesso quelli che concordano con i nostri pregiudizi. Ma non solo, a quello che abbiamo visto abbiamo aggiunto elementi di situazioni precedenti per catalogare i fatti, e anche la nostra interpretazioni sui perchè, sui come, su cosa c’era prima e su cosa ci sarà dopo…

È normale, lo fanno tutti, è il modo in cui funziona il nostro cervello, e va bene così, non bisogna cambiarlo, o almeno non sempre… solo a volte, quando decidiamo di farlo, sapendolo possiamo sfruttarlo e non rimanerci vittime…

Vi ispira? Vi aspetto! 

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