realismo e responsabilità

Martedì prossimo all’evento di facciamo pace parleremo del concetto di realtà, cos’è? cosa non è? come possiamo distinguere la realtà di quello che noi crediamo che lo sia? come dividere lo spazio fra le due in livelli… per ottimizzare a poco a poco?

Per prima cosa, la realtà, bisogna ammettere che non sappiamo quale sia, o meglio, che sembra non interessarci, come dice il corso in miracoli niente ha un significato” di per se… finchè non glielo attribuiamo noi. Proprio per quello le stesse cose, dinamiche e situazioni, hanno letture diverse a seconda delle persone che le osservano e raccontano.

Partendo da questo presupposto, che in quello che consideriamo realtà c’è una parte “veramente” reale e un’altra immaginata, proiettata, interpretata da noi che la avvolge, possiamo cominciare a sbucciare questo involucro, facendo delle domande, per distinguere i veri fatti da tutto il resto, per poter rispondere nel modo migliore, più funzionale e meno limitante.

Quello che chiamiamo realtà ha chiaramente come base qualcosa che è successo, ma di quello che è successo abbiamo visto solo una parte, di quella parte ricordiamo solo alcuni frammenti, quelli che ci hanno attirato maggiormente, spesso quelli che concordano con i nostri pregiudizi. Ma non solo, a quello che abbiamo visto abbiamo aggiunto elementi di situazioni precedenti per catalogare i fatti, e anche la nostra interpretazioni sui perchè, sui come, su cosa c’era prima e su cosa ci sarà dopo…

È normale, lo fanno tutti, è il modo in cui funziona il nostro cervello, e va bene così, non bisogna cambiarlo, o almeno non sempre… solo a volte, quando decidiamo di farlo, sapendolo possiamo sfruttarlo e non rimanerci vittime…

Vi ispira? Vi aspetto! 

0 Comments

Submit a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

flow (1990)

flow (1990)

Ieri mi è arrivato un email che diceva che, finalmente, si può leggere uno dei miei libri preferiti sugli argomenti di cui parliamo normalmente anche in italiano. Sto parlando di Flow di Mihály Csíkszentmihályi, che io ho letto più di vent’anni fa ma di cui ancora non avevo potuto parlarvi.

la gente che e la gente quando

la gente che e la gente quando

Ieri, al nostro incontro, ancora online, di facciamo pace, laboratorio di inmunosuficienza psicologica, abbiamo parlato, come promesso, delle diverse parti di noi e di una tecnica per riconoscerle, per integrarle, ma soprattutto abbiamo parlato del perchè stiamo facendo questi incontri, per diventare dei giocatori livello P.R.O. di questo gioco che è la vita.

la trappola della vittima

la trappola della vittima

Abbiamo parlato molte volte dell’analisi transazionale e di uno dei suoi concetti principali, l’esistenza in ognuno di noi di tre diversi tipi di personalità che riflettono i tre stati dell’io, bambino, adulto e genitore. Oggi voglio parlarvi di un’altro aspetto importante il triangolo psicodrammatico.

perchè sono così povero?

perchè sono così povero?

Dicono che c’era una volta un bambino molto povero. Era nato in una famiglia povera, viveva in un quartiere molto povero e tutto quello che vedeva nella sua vita era povertà. Dicono che una notte, mentre dormiva tra le vecchie coperte che sua mamma aveva trovato per strada, sogno Dio e gli chiese:

colori e numeri (2016)

colori e numeri (2016)

Lo scorso weekend mi sono ritrovata fra le mani un libriccino di Louise Hay, Colori & numeri. La guida personale sulle vibrazioni positive quotidiane, un piccolo manualetto per scoprire come programmare al meglio il nostro tempo sfruttando giorno per giorno il nostro numero personale, per sentirci più in armonia con noistesso e gli altri.