quanti coltelli servono?

12 Jul 21

Dicono che c’era una volta un re che, più che la guerra, amava la pace. Amava vivere bene e mangiare bene, ed era noto tra i regni vicini per i festini che era solito organizzare e per gli squisiti cibi che offriva. Pochi sapevano che spesso andava nelle cucine a curiosare e che persino stava imparando a cucinare lui stesso.

Per il battesimo del suo primo figlio volle dare una festa più sfarziosa delle altre e perciò decise di fare qualcosa di nuovo, così pensò di organizzare un simposio invitando cuochi da tutto il mondo, per assaggiare nuovi cibi, nuovi metodi di cottura, nuovi stili.

Arrivarono cuochi da ogni dove, da est, da ovest, da nord e da sud, ognuno con i suoi attrezzi, con le sue spezie e con alcune materie prime. Ad ognuno fu assegnato un tendone e consegnati gli ingredienti freschi che chiesero, ed ebbero una giornata per cucinare, con il re che gironzolava curioso tra i tavoli e tra i fuochi, osservando talvolta anche assaggiando, facendo mille domande.

C’erano cuochi che avevano portato carretti interi pieni zeppi di roba, tra utensili e cibo, e altri che avevano portato solo qualche sacco, ma c’era un cuoco giapponese che aveva con se solo un coltello.

– Come mai ha portato con se così pochi strumenti? – chiese il re che oltre a curioso era gentile e generoso – se è per problemi economici posso chiedere di portarle qualcosa dalla nostra cucina…

– Grazie, signore, sono a posto. – rispose con un mix di cortesia e orgoglio – è una mia scelta usare solo un coltello, nel posto da cui vengo, il fatto di avere pochi coltelli è segnale di bravura e di merito.

– Mi faccia vedere – disse il re, ancora più incuriosito da queste parole, così diverse da tutte quelle che avea sempre sentito, da cuochi che chiedevano sempre più attrezzi, sempre più ricercati, sempre più difficili da trovare…

E il cuoco gli preparò un piatto così semplice e delicato che lo stupì, abituato com’era a tutte le cose più ricercate, così non solo gli incaricò il battesimo ma anche da quel giorno diventò uno dei suoi cuochi personali, uno dei più amati, dei più apprezzati.

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Don Miguel RuizDon Miguel RuizIl Quinto Accordo

 

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