parlare per assoluti

In questi giorni ho visto un video molto interessante preparato dai ragazzi del mensa italia sulle dieci fallacie argomentative più comuni che troviamo nelle conversazioni, nelle discussioni, usate in maniera consapevole e inconsapevole.

É un video fatto molto bene, spiega le fallacie, e fa esempi molto chiari perchè le possiamo riconoscere ovunque, dai dibattiti in tv alle discussioni, persino quando le usiamo noi. Perchè, come  già abbiamo accennato, non sempre si usano di proposito.

Parla di come, nel controbattere un argomento, spesso quello che si fa è deviare l’attenzione, anche se sembra che si sta parlando della stessa cosa, si parla di un’altra. Ci sono argomenti fantocci, false piste, cherry picking e critiche annedotiche, appelli alla maggioranza, ecc.

Sembrerebbe che uno usi queste fallacie per non “perdere” una discussione quando gli argomenti dell’altro sono più forti, ma non è detto che sia così. A volte semplicemente non sappiamo cosa dire e portiamo la conversazione in un’altro piano per poter continuare a parlare.

Una fallacia che non hanno spiegato, e che secondo me è la più pericolosa, è il parlare per assoluti. Quando non abbiamo dei veri argomenti per giustificare una azione, un pensiero, un commento che abbiamo fatto.

“Tutti gli uomini sono uguali”, “gli italiani sono così”, è chiaro che di per sè sono frasi false, ma siccome non le analizziamo, in superficie possono essere molto facilmente condivisibili, perciò si uniscono con l’appello alla maggioranza che raddoppia il loro peso.

 Vi dicevo che è la più pericolosa perchè alimenta (allena di forma inconsapevole) la tendenza a rimanere nel breve termine e nella superficialità che ci rende più debili e più infelici.

La buona notizia è che accorgerci è il primo passo per smettere.

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