ottimismo e pessimismo

Spesso molti confondono il mio ottimismo con ingenuità. Io non sono d’accordo, infatti abbiamo già parlato più volte di quanto il mio concetto di pensiero possitivo (con due esse) sia più che altro un esercizio di  realismo ottimista o di ottimismo realistico, come preferite.

Ieri parlavamo di déi e del fatto che possiamo scegliere a quale credere, seguire, venerare. E del fatto che, in funzione di quale Dio scegliamo di seguire, ci comporteremo di conseguenza e vivremo di conseguenza.

Se non vi piace chiamarlo Dio, possiamo semplicemente parlare di regole del sistema (società) in cui viviamo. Queste regole sono necessarie per poter sopravvivere e prosperare. Sono pensieri tipo “il mondo è bello, giusto, ecc” o “il mondo è brutto, ingiusto, ecc”.

 Tutti sanno che, quando ci succedono più cose brutte che belle, finiamo per pensare che il mondo è brutto ma pochi sanno che se ci succedono più cose brutte che belle è perchè crediamo che il mondo è brutto.

Quando ho letto questo pensiero per la prima volta mi ha subito convinta perchè nella mia vita, nella mia esperienza, anche senza saper come funzionava, ho sempre pensato e sperato il meglio, e l’ho trovato molto più spesso di quanto possa sembrare probabile usando solo la matematica o la logica.

Il mio invito possitivo di oggi è a provare a cambiare, poco a poco, a dare un’opportunità a questa possibilità che il mondo possa essere migliore di quanto sembra. Vi va?

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Jostein GaarderJostein GaarderC'è nessuno?

 

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