osserva come parli

Ieri all’evento di facciamo pace, come promesso, abbiamo parlato dicome ascoltare quello che diciamo e quello che dicono gli altri in un modo diverso, osservando nelle parole la componente “consapevole” e tutte le informazioni inconsapevoli che vengono fuori insieme ad esse.

Abbiamo parlato di come sia importante capire chi parla quando parliamo, di chi sono le parole, da dove arrivano, quando e perchè le abbiamo fatte nostre. Perchè molte delle nostre parole non sono veramente nostre, ma le abbiamo imparate e le abbiamo ripetute tante volte nella nostra testa, che crediamo siano la realtà.

Abbiamo visto come, soprattutto le voci che usano la parola “devi, dovresti, dovrebbe, dovrebbero” provengono dal passato, o sono seghe mentali create pensando e pensando, senza mai controllare la situazione. Per quelle che ci limitano la vita, per quelle che ci fanno arrabbiare, innervosire, ratristare o che ci consumano, possiamo fare un doppio check delle idee che abbiamo in testa, quando escono.

E abbiamo visto come noi non reagiamo alla realtà, a quello che sucede ma a quello che ci raccontiamo su quello che succede. Come diceva Epitteto, anche quando le nostre circostanze non possono essere controllate né cambiate in nessun modo, la nostra mente sì lo é.

I problemi non sono mai nelle relazioni, nelle situazioni, nella realtà fuori dalla nostra mente ma nello sguardo con cui la guardiamo, con cui la osserviamo, e cambiando questo… possiamo cambiare tutto e trovare le opportunità che si nascondono dietro quello che chiamiamo problemi.

Ma, soprattutto abbiamo parlato di osservare senza cercare di cambiare, osservare per imparare su noi stessi, senza cercare di giudicare, per trovare le nostre soluzioni, individuali e uniche per ognuno di noi.

Cosa ne pensate? C’eravate all’incontro? Qualcosa da aggiungere?

0 Comments

Submit a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Sii scettico, ma impara ad ascoltare. Non credere a te stesso e a nessun altro

Don Miguel RuizDon Miguel RuizIl Quinto Accordo

 

flow (1990)

flow (1990)

Ieri mi è arrivato un email che diceva che, finalmente, si può leggere uno dei miei libri preferiti sugli argomenti di cui parliamo normalmente anche in italiano. Sto parlando di Flow di Mihály Csíkszentmihályi, che io ho letto più di vent’anni fa ma di cui ancora non avevo potuto parlarvi.

la gente che e la gente quando

la gente che e la gente quando

Ieri, al nostro incontro, ancora online, di facciamo pace, laboratorio di inmunosuficienza psicologica, abbiamo parlato, come promesso, delle diverse parti di noi e di una tecnica per riconoscerle, per integrarle, ma soprattutto abbiamo parlato del perchè stiamo facendo questi incontri, per diventare dei giocatori livello P.R.O. di questo gioco che è la vita.

la trappola della vittima

la trappola della vittima

Abbiamo parlato molte volte dell’analisi transazionale e di uno dei suoi concetti principali, l’esistenza in ognuno di noi di tre diversi tipi di personalità che riflettono i tre stati dell’io, bambino, adulto e genitore. Oggi voglio parlarvi di un’altro aspetto importante il triangolo psicodrammatico.

perchè sono così povero?

perchè sono così povero?

Dicono che c’era una volta un bambino molto povero. Era nato in una famiglia povera, viveva in un quartiere molto povero e tutto quello che vedeva nella sua vita era povertà. Dicono che una notte, mentre dormiva tra le vecchie coperte che sua mamma aveva trovato per strada, sogno Dio e gli chiese: