opportunità prese e da prendere

Ieri, all’incontro di facciamo pace, abbiamo continuato con il nostro argomento delle opportunità perse, e anche delle opportunità prese. Abbiamo visto le differenze, soprattutto di atteggiamento, e come fare per cambiarlo.

Siamo partiti dall’invito a raccontare (chi avesse voglia) alcune opportunità perse o prese. Abbiamo visto che uno degli elementi più importanti per poter “prendere” le opportunità è un certo tipo di atteggiamento, un “mettersi in gioco”, che, dicevamo, è condizione necessaria ma non sufficiente.

Spesso perdiamo delle opportunità, vedendole o meno, per paura dei cambiamenti, perchè non ci sentiamo in grado di affrontarli, dal momento che viviamo in una società che ci propone dei desideri e dei bisogni ideali senza nessun collegamento con la realtà.

Persino quando decidiamo di cambiare abbiamo delle pretese su come farlo che sono tutto tranne che realiste. Pensiamo (ci hanno convinti e dovremmo disimpararlo) che c’è un solo modo in cui si può cambiare e che noi non potremo mai farlo.

Abbiamo visto anche il modo töklita per risolvere il problema: “s’impara gradualmente, iniziamo con l’osservare gli altri e noi stessi in quest’ottica e tirare le somme a fine giornata, poi riusciamo a farlo poco dopo che abbiamo reagito, poi mentre stiamo reagendo. Arriva un punto in cui ti accorgi prima di reagire.

E poi abbiamo parlato di uno dei nostri strumenti consolidati, uno dei miei acronimi preferiti, da usare quando non vediamo la strada per uscire da dove si troviamo, il RADAR.

In realtà, nemmeno ieri abbiamo finito l’argomento e la settimana prossima lo riprenderemo, se vi incuriosice, vi aspettiamo!

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Se prendete la vostra felicità e la mettete nelle mani di un'altra persona, prima o poi quella persona la distruggerà.

 

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