non me lo merito

L‘altro giorno, in un telefilm, qualcuno ha ricevuto un regalo troppo bello e ha detto “non me lo merito“, e mi ha fatto riflettere molto su cosa ci è stata insegnata, alla maggioranza di noi, sul concetto di merito e sulla nostra relazione con esso.

Il fatto è che la nostra cultura ci ha riempito di credenze limitanti e di “concettilimitanti, ignorando una buona parte della realtà e quando ci troviamo davanti ad essa ci sentiamo persi, ci troviamo davanti ad un paradosso e questo ci blocca.

Una di queste credenze è quella che definisce il tempo, la vita, e ogni cosa che si deva sviluppare, come la crescita personale, in maniera lineare, come qualcosa che va soltanto in avanti, dal passato verso il futuro, ignorando l’esistenza delle curve e dei cicli e, di conseguenza, dei punti d’inflessione.

Se ci fermiamo a osservare la vita possiamo vedere che ci sono tanti fenomeni non lineari, il susseguirsi del giorno e la notte o delle stagioni ci dimostrano che a volte possiamo perdere tutto e ricominciare, non solo una volta, ma tante, ciclicamente.

Anche se fino al giorno prima faceva freddo, al primo calore le piante tirano fuori dei piccoli germoglietti per costruire la primavera. Cosa hanno fatto per meritarsi di arrivare alla primavera? niente, soltanto essere, resistere un’altro inverno. E cosa fanno quando arriva, se la godono, la sfruttano al massimo e mostrano gratitudine… Tutto lì.

Il mio invito possitivo di oggi è proprio a comprendere che quando riceviamo un regalo inaspettato, anche se crediamo di non meritarlo, possiamo iniziare a meritarcelo e sfruttare il punto d’inflessione per cambiare livello di coscienza. Che ne dite? Vi va?

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