non capisco

Oggi vorrei riflettere insieme a voi sul significato e l’uso di un paio di parole che, in molti casi, anche se potrebbero aiutarci ad uscire dai problemi e, tendono a farci sprofondare sempre di più: “non capisco”.

 Il fatto è che, secondo me molto spesso, questo “non capisco” sta nascondendo un giudizio, forse potrebbe essere un “non è giusto“, o un “è impossibile“, o un “non dovrebbe essere così”, ma è sempre un giudizio. Ed è proprio questo che ci impedisce di comprendere, di capire…

Quando non capiamo qualcosa, o quando ci sembra impossibile, normalmente è perchè non stiamo osservando correttamente tutta la realtà. Ci mancano i pezzi che spiegherebbero tutto. Ma, troppe volte, ci fermiamo davanti al “non capisco” e non andiamo oltre. Perciò non troviamo le soluzioni che ad altri, da fuori, possono sembrare più che ovvie.

Non parlo solo di relazioni e di problemi interpersonali, ma anche di cose meno astratte. Per esempio, questa mattina mi è succesa una cosa stupida che mi ha tenuta ferma per due ore. Il mio mouse inalambrico ha smesso di funzionare. Ho pensato fossero le pile ma le ho controllate ed erano piene. Ho cercato un’altro mouse, ma non funzionava, ho provato e riprovato, niente.

Alla fine, un po’ quasi per caso, ho tolto e rimesso la chiavetta usb e ha ripreso a funzionare. Il problema non erano le pile. Le altre volte che è successo erano le pile perciò dovevano essere quelle. Visto che erano piene, ho pensato che si fosse rotto…

Il mio invito possitivo di oggi è a prendere questo pensiero, il “non capisco”, o il “non è possibile” come un invito a cercare di cambiare punto di vista, a cercare di allargare il campo di ricerca di soluzioni, perchè è la nostra analisi quella che non è come dovrebbe essere.

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