non ascoltano

Dicono che c’era una volta un insegnante giovane che andò dal suo maestro per chiedergli aiuto con un problema che non riusciva a risolvere. La scuola in cui doveva insegnare era molto bella, i suoi allievi erano molto intelligenti, ma spesso non ascoltavano…

– È successo a tutti, ragazzo, non ti preoccuppare – disse il maestro sorridente – all’inizio. Gli studenti sono sempre più difficili da gestire, gli stimoli sono troppi, le anche le idee che frullano loro per la testa sono troppe e non hanno spazio per le tue parole. Te li devi conquistare!

– Si, si, l’ho immaginato e ci ho provato ma, riesco ad arrivare a pochi e per poco tempo, – rispose il giovane, sinceramente alla ricerca di aiuto, – inizio ogni lezione con qualcosa di molto particolare in modo di attirare la loro attenzione, ma dopo poco, quando entro negli argomenti, perdo la maggior parte della classe.

– Bravo! Hai studiato il loro linguaggio? parli il più possibile con le loro parole? – continuò il maestro – ricordando quando era giovane e si era trovato lui stesso in una situazione simile.

– Si, si, li ho studiati, e ho adeguato le mie parole alle loro, pensi che sto persino guardando i telefilm che guardano loro e leggendo i libri (pochi) che so che hanno letto. Ma, mi ascoltano in pochi, tanti rimangono come addormentati, non vogliono imparare cose nuove, non hanno curiosità, è come se credessero di saperne abbastanza.

– Capisco, lì il problema non sono loro, sei tu. – disse il maestro.
    – Io? – chiese il giovane perplesso.
    – Si, tu… – rispose il maestro con fare complice – lì sei tu che quello che deve imparare qualcosa d’importante. Perchè sarà sempre così, anzi, sarà sempre peggio. Più andrai avanti a parlare di argomenti complessi e importanti meno saranno quelli in grado di seguirti.

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