il colpevole che non viene mai beccato

epunito, non è mai libero. Anzi, a volte fa, per nascondere un piccolo errore, più danni a se stesso o ad altri di quanti avrebbe subito se avesse confessato la sua responsabilità. Deve convivere a vita con senso di colpa e paura di essere scoperto.

Oggi voglio parlarvi del senso di colpa. Il senso di colpa non esiste in tutte le culture e non è sempre esistito. Anche se, oggi giorno, è uno dei più grandi ostacoli alla nostra felicità. Quando parlo di queste cose, ricordo sempre un’intervista a Mauro Biglino, fatta da Daniele Penna, ( potete vederla su youtube, e il pezzo di cui parlo è fra i minuti 40 e 50 circa) in cui ci spiega come è stata la chiesa, secondo lui, a dare un’interpretazione spiritualistica ai testi che fino ad allora erano scientifici e storici. Creando una modalità di controllo religioso“, che era molto più potente, più efficace e meno impegnativo del precedente controllomilitare“. Lo so che sia Penna che Biglino sono personaggi controversi, ma non dobbiamo sposarli, e non dobbiamo essere d’accordo con loro in tutto. Solo ascoltare una versione diversa, una storia, di cui questo piccolo spunto ci può spiegare qualcosa che altrimenti ci rimaneva senza spiegazione.

Il fatto è che questo controllomorale“, siccome non ha bisogno di molta forza per essere rispettato, viene usato anche dalle mamme, dai fratelli minori, dalle parti di noi stessi che si sentono deboli e incapaci di prendere il controllo con la forza. La cosa più grave della colpa è che non sempre è consapevole, spesso è “infusa” quando siamo così piccoli, ce la insegnano da bebè i genitori e altri adulti e ce la inculcano così in profondità perchè in quel momento siamo deboli e non possiamo difenderci.

L’opposto della colpa è la responsabilità. La colpa ci paralizza e la responsabilità ci rende liberi. Perchè la colpa è qualcosa che non dipende da noi. Se siamo colpevoli di qualcosa, lo decide qualcun’altro e così la nostra punizione. Invece, la responsabilità non dipende da nessun altro. Se io conosco le conseguenze delle mie azioni, posso decidere se voglio o meno farlo. Ma se non impariamo la responsabilità, non ci rendiamo in condizioni di scegliere. Se non esiste la colpa affronto le conseguenze e, spesso sono molto più leggere della punizione che la colpa prospetta.

Visto che, per ognuno di noi, ci sono dei campi della nostra vita in cui ci sentiamo responsabili, e altri in cui ci sentiamo colpevoli.Quello che vorrei invitarvi a fare è sentirci più responsabili e meno colpevoli… proviamo?

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