Monsters and Co (2001)

Oggi vi parlo di un film di animazione, Monsters & Co, che avrà sempre un posto speciale nel mio cuore. L’ho amato anche prima che nascessero le mie bambine, l’ho visto un milione di volte con loro e ancora oggi, se mi capita lo vedo volentieri, e ogni volta imparo qualcosa di nuovo… sia sui mostri, che sui bambini che su tutti noi. Sia sulle paure che sull’amicizia, che sulla fiducia, sulla concorrenza leale e sleale… su tutto

Questo film ci racconta di un mondo dei mostri in cui l’energia viene prodotta sfruttando la paura dei bambini, in concreto la potenza delle loro urla. E i protagonisti sono degli operai, eroici perchè i più bravi, che viaggiano fra il loro mondo e il nostro attraverso le porte delle stanze dei bambini… Paradossalmente, la loro maggior paura è essere toccati dai bambini… Ci sono leggende terribili su cosa potrebbe succedere se il fatto si avverasse… Alla fine, come in qualsiasi società, in quella dei mostri ci sono storie di amore, di amicizia, di problemi tra colleghi, di inganni a maggiore e minore scala.

Ho amato particolarmente:

  • la bambina Boo, ancora troppo piccola per avere imparato da cosa deve avere paura, ancora troppo “connessa” con la sorgente per comprendere sia la paura dei mostri che hanno gli umani che la paura degli umani che hanno i mostri. Ancora fatta di puro amore per tutte le creature alla ricerca di qualcuno con cui giocare…
  • la coppia di amici Sulley e Mike, così diversi fisica e caratterialmente, ma così amici, così complici, nel bene e nel male, così adattati alla loro società e allo stesso tempo così liberi da pensare con la propria testa e di intravedere gli inganni quando arriva il momento.
  • Randall, il cattivo, che sparisce e riappare, come la paura della paura, con gli occhi di fuoco e che gode nel fare soffrire gli altri, bambini, colleghi e chiunque… ma anche il capo Henry J. Waternoose III, infido e senza scrupoli, ipocrita e manipolatore

L’avete visto? Vi è piaciuto? Cosa vi ha colpito di più?

0 Comments

Submit a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Nella vita non ci sono errori, solo lezioni. Non esiste qualcosa che si possa chiamare esperienza negativa, ma occasioni per crescere, imparare e procedere lungo la strada del dominio di sé. Anche il dolore può essere un meraviglioso maestro

 

Words and Pictures (2013)

Words and Pictures (2013)

Questa settimana ho letto su facebook che qualcuno aveva visto Words and Pictures, con Clive Owen e Juliette Binoche, e mi sono incuriosita, l’ho visto su rayplay e mi è proprio piaciuto. Un film che fa riflettere sull’importanza delle parole e delle immagini.

la bestia è in noi

la bestia è in noi

Molti, quando parlo della bestia, si irrigidiscono e dicono “io non sono una bestia, io sono una persona educata”, martedì al nostro prossimo incontro di facciamo pace, laboratorio di inmunosuficienza psicologica, vedremo come in realtà la bestia è un archetipo che si può trovare in ognuno di noi.

confusione di ruoli

confusione di ruoli

Una delle cause più importanti, secondo la mia esperienza personale e come coach la più importante in assoluto, della maggior parte dei problemi relazionali che troviamo in tutti i nostri rapporti è quella che possiamo chiamare “la confusione di ruoli”.

la stessa storia

la stessa storia

Dicono che c’era una volta un maestro che fu scelto per fare un discorso ai nuovi ragazzi appena arrivati nel monastero. Erano giovani e ancora molto condizionati dal mondo esterno e dalle credenze con cui erano cresciuti perciò era una grande responsabilità.

Un amico straordinario (2019)

Un amico straordinario (2019)

La settimana scorsa, mentre cercavo il trailer di Big ho trovato questo film di Tom Hanks che mi era sfuggito quando era uscito: Un amico straordinario, un film che racconta una storia vera, la storia di Fred Rogers, personaggio televisivo amato dai bambini negli Stati Uniti.

cavalcare la tigre

cavalcare la tigre

La settimana scorsa abbiamo parlato della terapia narrativa come un modo di viaggiare nel tempo ma, forse sarebbe più accurato ancora parlare di questi esercizi come di viaggi nella nostra immaginazione.