Midnight in Paris (2011)

Oggi voglio parlarvi di un film di Woody Allen con un  Owen Wilson che a volte adoro e a volte no, Mezzanotte a Parigi. Una dolce e bellissima riflessione sul tempo, sul presente e il passato che, per alcuni, sembrava meglio.

Racconta la storia di un giovane scrittore di sceneggiature per Hollywood, un po’ frustrato, che vorrebbe diventare uno scrittore “vero”. Durante un viaggio a Parigi con la sua fidanzata, incontra, attraversando un portale nel tempo, i suoi idoli, tutti i personaggi della parigi degli anni 20, da Picasso a Heminway per citare alcuni.

Soffre di quello che chiamano sindrome dell’epoca d’oro, una specie di nostalgia e negazione romantica dell presente, che lo porta a tentare di fuggire da un presente noioso.

Le tre cose che ho amato di più sono state:

  • Il fatto che in ogni epoca che andava c’era sempre qualcuno che soffriva della stessa sindrome e sarebbe voluto vivere prima ancora, quando erano vissuti i suoi “maestri”;
  • il discorso di Heminway sull’amore come unico antidoto verso la paura della morte;
  • il discorso della Stein sul compito dell’artista di trovare un’antidoto per la futilità dell’esistenza.

L’avete visto? Vi è piaciuto? Se no, ve lo consiglio…

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