mi fido di te (2007)

Uno dei miei film italiani preferiti di tutti i tempi è questo Mi fido di te, per Ale e Franz che adoro (e con i cui dialoghi quando sono arrivata in Italia ho imparato molti doppi sensi), ma soprattutto per gli argomentio, l’amicizia, la fiducia, la furbizia… e una delle cose che creano più problemi nel mondo in cui ci ha toccato vivere: l’ipocrisia e le bugie.

La cosa più bella è il finale, ma non ha un minuto che non sia un’opera d’arte. Dai personaggi, così umani e così credibili, Alessandro, così sfigato in tutta la sua vita, che non è mai riuscito a combinare niente di quello che lui considera normale, e Francesco, tutto l’opposto con una vita in cui tutto andava bene, laurea, lingue, lavoro, famiglia,  fino ad un certo punto in cui viene licenziato e non riesce nemmeno a dirlo a casa. Entrambi così persi, così lontani da casa, così fuori dal mondo. Alle situazioni, alle scene di vita quotidiana italiana e alla furbizia per cui gli italiani sono noti nel mondo. Ma poi, anche il modo in cui il tutto è raccontato, chiaramente, con lo stile di commedia leggera che senza che ti renda conto ti fa pensare.

Una spiegazione magistrale di diverse lezioni di psicologia e antropologia sociale, lezioni sulle apparenze e le profondità delle persone ma soprattutto sull’importanza del lavoro di squadra, mettendo insieme le capacità dei due opposti riesce a fare miracoli, sfruttando le conoscenze psicologiche (imparate nella strada) del truffatore del cuore tenero (di quelli bravi, eh, non truffa vechiette ma uomini di affari, bar e negozi) insieme alla visione di insieme e la capacità concettuale e di progettazione del laureato abituato al mondo aziendale.

Una di quelle storie fantastiche, di quelle storie di cambiamenti, che potrebbero capitare, solo se ci crediamo veramente, anche se… se troviamo qualcuno che creda in noi, qualcuno che si fidi di noi e ci aiuti a diventare il nostro io migliore, invece che rinfacciarci per sempre i nostri momenti peggiori; tutto è più semplice, almeno più probabile.

L’avete visto? Vi è piaciuto?

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