Marina (2013)

09 Aug 18

Oggi voglio parlarvi di un’altro film basato su una storia vera, italiana questa volta, la storia di un uomo eccezionale, Rocco Granata, che ha fatto sognare molte persone con la sua musica, e con la canzone che da titolo al film: Marina. Una musica leggera, ballabile, e allegra, che poco fa immaginare delle difficoltà che ha dovuto attraversare nella sua vita.

Il film è basato sulla vita del cantante, che nel film interpreta un cameo nel ruolo di venditore di strumenti musicali. Quando era molto piccolo vide andare suo padre in Belgio a lavorare nelle miniere, e poi tutta la famiglia dovete inseguirlo per non lasciarlo da solo.

Dovete vivere fin da bambino l’emarginazione dei migranti e i dispetti dei ragazzini a scuola e la situazione non migliorò crescendo, finendo nei guai con la polizia per delle false accuse. In più, in famiglia, la rigidità, l’orgoglio e la gelosia di suo padre non facevano nemmeno semplici i momenti in casa.

Grazie a Dio lui aveva una passione che lo faceva sentire gioia e soprattutto, sentire ammirato: la musica. Quando saliva allo scenario non era più un emarginato, non era più un essere inferiore.

Peccato che per suo padre la musica era solo una perdita di tempo, una mancanza di rispetto e un’affronto personale e ha cercato di proibirgli in qualsiasi modo di suonare. Ma la passione è stata più forte e ha vinto la battaglia, fino a portarlo alla fama.

La mia scena preferita, il finale, quando suona al Carnegie Hall di New York, dedica la canzone a suo padre e… non vi dico cosa succede dopo perchè sarebbe uno spoiler. Ancora oggi piango solo a pensarci. Lo avete visto? Vi è piaciuto? Se no, ve lo consiglio…

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Dr. Wayne W. DyerDr. Wayne W. DyerLe tue zone erronee

 

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a come a — bis — — bis — bis

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