l’ultimo lavoro

21 Feb 22

Dicono che c’era una volta un operaio che stava avvicinandosi alla pensione, non aveva più voglia di lavorare e pensava più spesso di prima che il suo capo lo sfruttava, che non lo aveva mai apprezzato abbastanza. 

Quando mancavano pochi mesi l’imprenditore per cui lavorava gli chiese di costuire una bella casa, i tempi sarebbero stati un po’ stretti ma poteva chiedere altri operai che lo aiutassero, se aveva bisogno.

L’operaio fu molto risentito poiché mancando così pochi mesi al suo pensionamento aveva immaginato che sarebbero stati mesi tranquilli e non ci sarebbero stati progetti così importanti.

– Guarda il progetto -disse l’imprenditore. – Ci sono tre piani, un grande giardino ed una bella piscina. Voglio che tu faccia tutto come da progetto, ma se hai bisogno puoi chiedermi di assegnarti altri colleghi.

L’operaio sempre più furioso si mise subito all’opera, era deciso ad impiegarci il meno tempo possibile e a non chiedere aiuto perchè non voleva che pensassero che non era più capace. Addirittura, per sbrigarsi, saltò slcuni passaggi fondamentali, non rispettando i normali tempi di asciugatura di vernici e cemento, tanto, quando i problemi sarebbero venuti fuori lui sarebbe già in pensione.

Non pensava ad altro che a farla pagare al suo datore di lavoro per avergli dato quell’arduo compito così pochi mesi prima della sua meritata pensione.

Era così arrabbiato che decise persino che avrebbe fregato l’imprenditore acquistando materiali scadenti e tenendo parte dei soldi per sé. Quando la casa fu terminata, l’’operaio chiamò l’imprenditore e gli disse “ecco questa è la casa che mi hai chiesto di costruire”.

– Tieni tu le chiavi -rispose l’imprenditore.- Questa casa è per te, è per ringraziarti per tutti gli anni che hai lavorato per me, qui potrai goderti al meglio la tua pensione- disse e andò via con il cuore sereno di chi ha fatto del bene.

L’operaio, invece, si sentì addosso il peso delle sue decisioni. Stava raccogliendo quello che aveva seminato: una casa inagibile, pericolante e pericolosa.

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Per assurdo, meno ti soffermi sull’obiettivo finale e più presto ci arriverai. Se tieni un occhio sempre fisso sulla destinazione, te ne rimane solamente uno per guidarti lungo il viaggio.

 

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